Tra una gara e l’altra..parliamo di Dutto e Lucchese

Visto che siamo in periodo tranquillo, nel senso di gare, in attesa di cominciare il lungo viaggio all’interno della Dakar 2013, parliamo di altre cose. La polemica, accesissima devo dire, fra Nicola Dutto e Manuel Lucchese ha attirato la mia attenzione. Come moltissimi di voi sanno non sono su FB e non lo leggo neanche e quanto sta accadendo in questo periodo è l’ennesima conferma della mia ottima scelta !

nicola dutto,manuel lucchese,polemica dutto lucchese,insulti e parolacce fra lucchese e dutto,i fan di dutto e quelli di lucchese intervengonoCattiverie, polemiche, parolacce, offese, totale mancanza di rispetto, sfoghi infantili sono solo una piccola parte dei contenuti che si sono scambiati non solo i due piloti, ma anche una parte dei loro sostenitori e parenti, creando una sorta di spettacolo trash di cui credo che tutti, a cominciare dallo sport motociclistico, avremmo volentieri fatto a meno.

Devo dire che Manuel Lucchese è un buonissimo venditore della sua immagine. Ha un bel sito, un sacco di seguito e di appassionati che lo sostengono, e lo scorso anno grazie a Facebook è riuscito a raccogliere tutti i fondi necessari – ed anche di più – per fare la Dakar. Da qui però a parlare di grandiosi risultati sportivi ne passa ! E’ vero però, che Manuel è giovane – ha 24 anni – e quindi può ancora ambire a risultati importanti e magari, se la situazione cambierà (nel senso di crisi economica) ambire ad un posto da ufficiale in qualche team. Al momento però in effetti, Manuel si difende come può nelle gare internazionali. L’ultima disputata, la Baja del Marocco non aveva quasi nulla a che fare con il Rally del Marocco, a cui partecipavano tutti inicola dutto,manuel lucchese,polemica dutto lucchese,insulti e parolacce fra lucchese e dutto,i fan di dutto e quelli di lucchese intervengono piloti più importanti della disciplina. Manuel ha chiuso in seconda posizione la baja, alle spalle di Alex Zanotti – con 21’35” di gap – e a tutti e due vanno i migliori complimenti ma hanno corso due tappe su 6 del Rally in un parco partenti composto da 22 piloti. La Baja percorreva oltre ad un prologo di 8 chilometri domenica 14 ottobre, un percorso complessivo di 363 chilometri contro i quasi 2000 del Rally. Se vogliamo guardare qualche altro risultato cerco i più recenti e c’è la Baja spagnola, d’Aragon di luglio, dove Manuel ha chiuso in 19. posizione assoluta, a 2h.38″ dal vincitore Joan Barreda, alle spalle di altri italiani come Zanotti e Ghitti. In questa stessa gara Nicola Dutto che risaliva per la prima volta in moto dopo l’incidente dell’Italian Baja ha ottenuto un grandioso 24° posto staccato di meno di un’ora da Manuel. Al Sardegna invece Manuel ha chiuso con una decima posizione più che dignitosa. Quindi in attesa di risultati da podio, un po’ di umiltà – che in verità non fa proprio parte del carattere di Manuel, anzi – non sarebbe male. Quando poi arriveranno i grandi risultati, e magari il team ufficiale, allora si potrà parlare, ma senza bisogno di offendere, e neanche di insultare. Sono cose che insegnano i genitori, la scuola, gli amici, di sicuro non Facebook e neanche internet.

Nicola Dutto è un pilota, ma prima di tutto è un uomo che ha sofferto e ha provato sulle sue spalle quello che significa cadere e poi rialzarsi e riaffrontare la vita di tutti i giorni. E’ una persona con una grandissima forza d’animo, che ha sicuramente vissuto dei momenti di grande sconforto ma, ricordo il giorno del suo incidente, a Pordenone, in ospedale, lui aveva già deciso di combattere per ritornare in sella e lo ha fatto fin da subito. Anche lui è un uomo di immagine, ha anche lui un bellissimo sito, buoni sponsor ed un ottimo seguito, oltre che ogni tanto un ufficio stampa che lo segue e che lo fa conoscere, cosa per esempio che Manuel non ha e che non sarebbe male avere (ho conosciuto tale Stefy Bau a dicembre 2011 che venne alla festa a Milano dicendo che era un’amica nonchè addetta stampa di Manuel).

Nicola ha fatto tantissime cose e se dà un consiglio a qualcuno lo si può ascoltare. Anche se non si è d’accordo si può ascoltare, magari senza replicare o senza battibeccare. Manuel dice “lasciatemi stare; basta, lasciatemi perdere”, ma lui per primo può fare a meno di replicare e lasciar cadere la cosa. Sarebbe un atteggiamento da persona matura e superiore. 

Questo scambio pesante fra i due mi ha fatto pensare a quelle tristissime trasmissioni televisive in cui tutti urlano e si insultano. Speravo che il nostro sport – quello motoristico – non arrivasse a tanto, ma per l’appunto non guardo facebook e non so che invece – da quel che mi raccontano – cose del genere ne accadono spesso. Personalmente lascerei che a parlare fossero i risultati e non la bocca, per tutti ! Ho trovato una citazione che reputo adatta ed anche molto vera e bella, è di Alfeed de Vigny e dice : “Solo il silenzio è grande, il resto è debolezza”.

Parole sante…ma se le ascoltassimo tutti i social network non esisterebbero più !

Proprio dal blog di Nicola leggo anche che ha reciso il contratto, se contratto c’era, con la Bordone Ferrari. Praticamente, come dice lo stesso Nicola – hanno deciso di interrompere il rapporto di collaborazione intrapreso ad inizio anno.

 

 

Tra una gara e l’altra..parliamo di Dutto e Luccheseultima modifica: 2012-10-23T10:52:00+02:00da elicara
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2 pensieri su “Tra una gara e l’altra..parliamo di Dutto e Lucchese

  1. Elisabetta alcune delle cose che hai scritto non sono esatte. Presumo che chi ti ha dato le informazioni ha dato la sua versione. Avrei gradito essere contattato prima di dare giudizi su di me visto che io non ho mai pubblicamente offeso nessuno anzi io privatamente avevo provato a chiarire le cose e chiesto scusa ma dall’altra parte si è voluto strumentalizzare la cosa contro di me. Io ho lasciato perdere e sono stato costretto a pubblicare un comunicato stampa ufficiale esponendo i gravi problemi famigliari che ho. Inoltre alla Baja Aragon ho rotto la moto e dopo essere rimasto fermo per quasi 3 ore in speciale sono ripartito per prendere almeno qualche punto quindi credo che prima di scrivere certe cose da buon giornalista che penso che tu sia sarebbe meglio informarsi di come sono andate realmente le cose oltre a guardarla tutte le classifiche e non solo quelle dove sono andato male (in Australia recentement ero in lotta con i primi prima della rottura sulla moto che mi ha causato l’incidente che è sul mio canale youtube) ed in Sardegna sono stato da privato correndo con gomme usate il 3′ piu forte italiano. Per me e storia chiusa e dimenticata ma voi media per qualche strano motivo volete mettere il pubblico contro di me che sono solo un ragazzo di 24 anni che si impegna al massimo nella speranza di diventare un campione un giorno. Sognare credo non voglia dire non essere umile. Il mio lasciatemi in pace e rivolto a voi che continuate a parlare di questa storia dando informazioni sbagliate e anche a Nicola con il quale ho provato a chiarire privatamente ma che continua a divulgare diffamazioni nei miei confronti. Con la Dakar alle porte le mie energie sono focalizzate su cose piu importanti e trovo anche io certe sceneggiate veramente trash. Non ho il tuo numero di telefono ma ci terrei a chiarire. Grazie mille

  2. Eli, spezzo un’arancia a favore di Manuel.
    Può avere fatto errori in passato ma ultimamente mi sembra proprio sulla buona strada
    perdoniamo gli errori e guardiamo ai pregi:
    un ragazzo che senza soldi riesce a fare tutte le gare che fa, merita tutto il mio rispetto; se lamentarsi sempre di non avere soldi (e non mi risulta che bluffi), porta amici e sponsor a dargli un aiuto, bene fa a farlo. Fino a parola contraria, sto ragazzo è dappertutto.
    E non tiriamo in mezzo i genitori, è veramente scorretto nei confronti del ragazzo e poco elegante.
    E se rompe sempre le moto, forse un motivo c’è: pochi soldi, poca assistenza, tante rotture
    e a questa Dakar si ripresenta come meccanico di se stesso
    io elogio la sua persistenza
    ad averne di 24enni così tenaci, ma non solo nel campo dei motori!

    Un difetto? Si! quel cacchio di medaglione da trasteverino che porta al petto!
    ma de gustibus….

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