Il debuttante d’oro

Inutile quasi dire il suo nome. Stiamo parlando di Alessandro  Botturi, alla sua prima Dakar. Il campione di enduro, ex rugbista, ha chiuso in ottava posizione la sua prima partecipazione alla Dakar battendo il record precedente che spettava all’americano Cody che alla sua prima aveva chiuso in nona posizione.

Un uomo un mito, un pilota, un grande. Ci vuole poco a riassumere quello che è stato Alessandro Botturi in questa gara. Ci vuole tanto invece per descrivere il personaggio, per far capire a chi non lo conosce con chi si ha a che fare. Alessandro è un puro, una voce fuori dal coro. Un timido, un ragazzone tutto cuore e simpatia, uno che dentro combatte duro ma che fuori non si lascia mai andare e sa tenere i suoi sentimenti, la sua forza interiore, celate al mondo intero.

Un grande pilota che alla sua prima uscita nella gara che non a torto da molti viene definita la più dura di tutte le gare ha ottenuto un ottavo posto assoluto. Eccolo al traguardo di Lima, con tutta la sua simpatia e la sua voglia di scherzare. “Sono un po’ deluso – mi dice appena cominciamo a parlare, e io ovviamente non capisco – perchè puntavo alla quinta piazza assoluta”. Io lo guardo a bocca aperta e lui scoppia a ridere e mi dà una pacca sulla spalla “E dai che sto scherzando !!”

Poi torna serio. “Scherzi a parte, io non l’ho detto a nessuno ma il mio obiettivo era arrivare nei primi quindici, e quindi ci sono riuscito. Era una buona ambizione, certo, ma sentivo di farcela. Avevo lavorato tanto negli ultimi mesi, la gara in Marocco, i tanti allenamenti, e poi la Spagna e di nuovo il Marocco con Arcarons.alessandro botturi, bordone ferrari, ktm Ho ancora molto da imparare, lo so. Posso dire che magari non sono bravissimo a navigare però mi sono reso indipendente, so come uscire dai guai se mi ci trovo. Me la so cavare da solo, ecco, e questo è quello che conta tanto per me”. E poi si parla delle classifiche: “Nei primi giorni possiamo quasi dire che non le guardavo. Giusto al giorno di riposo ho dato una sbirciata ma sapevo che era ancora troppo presto per cominciare a pensare alla mia posizione. Poi quando siamo entrati in Perù e ho visto che nelle ultime tappe me la cavavo bene ho cominciato a crederci”. E ovviamente si finisce a parlare della gara, della sua difficoltà: “Non è come me l’aspettavo, davvero, credevo fosse una gara diversa. Non credevo che fosse così impegnativa, ma non solo a livello fisico, quanto mentale. Era vero quello che dicevano, la Dakar è una gara che si vince con la mente. Pensavo di essere preparato a livello fisico, e invece ho fatto fatica”. E se lo dice lui !!!!! 🙂

 

Il debuttante d’oroultima modifica: 2012-01-18T15:16:03+01:00da elicara
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento