I sogni di Ghitti e Fesani vanno in fumo…letteralmente

Tre moto bruciate nello stesso giorno, sulla stessa tappa, e parlandone si scopre che anche nei giornidakar 2012, andrea fesani, federico ghitti, ktm 450 Rally, ktm bruciate alla Dakar, moto bruciata, precedenti si era corso questo rischio. Al centro della polemica c’è la Ktm 450 Rally.

Ieri sera è stato il momento di contare gli altri ritiri. E purtroppo due sono nostri piloti. Federico Ghitti e Andrea Fesani si sono ritirati nello stesso giorno e per la stessa ragione, e correvano però con due moto diverse. La Ktm 450 Rally Replica per Ghitti, la Rieju per Fesani. Queste due moto, oltre alla Ktm di Iain Stevenson, ieri, hanno preso fuoco e sono finita veramente distrutte nel giro di pochi minuti. La storia la racconta Ghitti, stralunato, ieri sera a cena, con i suoi modi istrionici (la foto è stata fatta pochi minuti prima che entrasse nella fatidica speciale).

“Avevo passato la metà della speciale da un po’ e stavo viaggiando in piedi, per cercare di vedere meglio la pista che non era per niente facile. Si correva fra erba alta, sterpaglia, rovi, quasi in dakar 2012, federico ghitti, ktm 450mezzo agli alberi. Ad un certo punto ho sentito un gran calore ai piedi e ho pensato che alla mattina avevo messo i calzettoni sbagliati. Avevo messo quelli invernali, per prepararmi alla traversata delle Ande del giorno dopo, ma di sicuro avevo anche commesso un errore. Continuo ad andare ed il caldo è sempre più insopportabile. Ad un certo punto guardo in giù e vedo le fiamme che stanno già per avvolgere il serbatoio. Mi sono spaventato a morte e sono saltato giù dalla moto. L’ho gettata per terra, di lato, e le fiamme si sono alzate moltissimo e l’hanno completamente avvolta. Ho fatto appena in tempo a pigiare il tasto dell’Iritrack per chiamare i soccorsi”.

Ghitti sale sull’elicottero – che arriva dopo quasi un’ora – e il pilota gli dice che deve andare a recuperare un altro pilota, cinque chilometri più in là. Ghitti annuisce e intanto guarda la carcassa della sua ex Ktm 450. Quando l’elicottero si posa sale Iain Stevenson e Federico intravvede per terra una carcassa in tutto simile alla sua, totalmente bruciata. Il sudafricano sale in elicottero e Fede gli chiede, “che moto era?”. Una Ktm 450 RR, risponde. E almeno Iain aveva tentato di spegnerla buttandoci sopra terra e sabbia, ma non era servito a nulla.

Arrivati al bivacco e dopo uno sfogo assolutamente comprensibile vengono tutti a cena ed arriva anche Fesani. “Mi è bruciata la moto” – dice malinconico, e tutti noi – “Era una Ktm 450 RR?” No, una Rieju. Ela sua storia è ancora più incredibile perchè è vero che sono state le sterpaglie a dare inizio all’incendio, ma lui non se n’era proprio accorto. Non fosse stato per il pilota che in quel momento correva accanto a lui Fesani diventava come l’uomo Torcia dei Fantastici 4. Invece per fortuna, quando ormai le fiamme avevano attaccato gli stivali, l’altro pilota gli ha urlato qualcosa e finalmente Andrea si è fermato e ha gettato di lato la moto in fiamme.  Solo che Andrea ha avuto più presenza d’animo rispetto a Ghitti e non solo ha premuto il tasto per chiamare i soccorsi, ma poi ha scattato diverse foto, avendo anche la freddezza di ricreare una certa ambientazione. Purtroppo non è riuscito ancora a passarmele ma prometto che domani saranno sul blog anche perchè sono spaventose. In compenso ci ha raccontato la scena delle fiamme che raggiungono i razzi di soccorso che tutti i concorrenti sono obbligati a portare con loro. “Ho sentito un botto – dice Fesani – e mi sono chiesto che cosa fosse, poi ho visto la fiammata ed il razzo è partito parallelo al terreno. Mi sono allontanato e ho atteso che scoppiassero tutti prima di avvicinarmi di nuovo”.  

Ma la storia non finisce qui. Mentre la notizia del rogo delle Ktm 450 RR si sparge per il bivacco salta fuori che nei giorni scorsi è successo a diversi altri piloti, più veloci e reattivi, però. Per esempio a Marc Coma che appena se n’è accorto ha tolto i rovi dalla moto; e poi a Paolo Ceci, veloce anche lui a toglierli, e infine ad Alessandro Botturi che previdente, li aveva tolti prima che il calore accendesse il fuoco. 

La causa? La spiegano i piloti: il paramotore è troppo staccato dal motore e lascia uno spazio esagerato a rovi, erba, altro. “Il giorno prima avevo caricato nel paramotore un sacco di fango – dice sempre Ghitti – oggi è stata la volta dei rami secchi, delle sterpaglie, dell’erba secca, dei rovi. A contatto con il calore del motore questi si surriscaldano e prendono fuoco. Se sei bravo – come hanno fatto Coma e Ceci, che tra l’altro se n’è accorto per caso – salvi la moto, altrimenti….”      

I sogni di Ghitti e Fesani vanno in fumo…letteralmenteultima modifica: 2012-01-07T03:20:49+01:00da elicara
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