Varie ed eventuali del bivacco e la tappa di Chilecito

Un po’ di aneddoti sulla speciale e sul trasferimento di Chilecito, quarta tappa della Dakar 2012, e molto altro ancora…leggere per credere !

Ieri sono riuscita a fare un giro del bivacco di Chilecito e a vedere un po’ di piloti che non avevo ancora incontrato, come per esempio Federico Ghitti che da quando è partita la gara non avevo ancora incrociato. Così ho visto il magico Sprinter di cui aveva parlato alla festa di Milano – e che Fede divide con Zanotti – e vi dirò subito che ci ha mentito. E’ vero che ha i letti – a castello – è vero che ha frigo ed aria condizionata, ma non ha il televisore al plasma e quindi neanche i “famosi” e galeotti dvd.

Una moto sull’albero ! E’ toccato a Nicola Tonetti e Claudio Pederzoli tirarla giù ad un pilota francese ieri nella speciale verso Chilecito. “Mi ha passato a palla – racconta il sempre più adrenalinico Nicola – e io mi sono detto, ma dove va così veloce? Poi dopo tre chilometri da lontano ho visto la sua moto sopra un albero, e lui qualche metro più lontano. Mi sono fermato a soccorrerlo e lui si lamentava un po’ ma non era grave. Mi ha detto di non chiamare i medici e che voleva ripartire ma la moto era davvero sull’albero. La sua ruota posteriore era appoggiata sul tronco, nella parte alta, messa dritta, in piedi, e la ruota anteriore toccava appena il terreno. Per fortuna è arrivato Claudio Pederzoli e insieme siamo riusciti a tirarla giù e a rimettere il sella il pilota francese”.

A Claudio poi ne è capitata un’altra. Una vettura l’ha messo sotto poco dopo, quando mancavano pochi chilometri alla fine della speciale. “Li ho sentiti arrivare – racconta Pederzoli – e ho cercato di spostarmi, ma in quel punto era molto stretto e non ho fatto in tempo. Il manubrio si è girato e io sono caduto, per fortuna verso destra perché se fossi caduto a sinistra la macchina mi avrebbe investito”. Invece così è salita sopra la moto, piegando la ruota e spezzando la leva del cambio e danneggiando l’ammortizzatore“. Il copilota giapponese è sceso per aiutarmi e io gli ho dato il serbatoio che si era staccato da riportarmi al bivacco perché non avrei saputo come trasportarlo”. Peccato poi che il giapponese invece non lo abbia fatto ! “Un bel pasticcio – ammette con un sorrisetto Claudio – però ne ho già trovato un altro. Sono andato al camion balai, ho guardato se c’era una moto che aveva un serbatoio che poteva andare bene e ho parlato con il team per chieder loro di darmelo”. Affare fatto !

 Al fuoco, al fuoco !

Ieri sera a Chilecito incredibilmente alle 20 era già arrivato il camion di Stefano Calzi, orario praticamente impossibile per lui che insieme ad Umberto Fiori non arrivava mai prima delle dieci di sera essendo il camion assistenza del team RalliArt Off Rad Italia. E infatti i due avevano vissuto una bella avventura quel giorno ! Dopo pochi chilometri dal via, mi sembra circa 8, il camion si è spento in frenata. “Poco male” ha pensato Stefano che quando è andato però a riaccenderlo a visto la fiammata partire dalla chiave di accensione. In un attimo la cabina era avvolta dal fumo. “Prendi l’estintore – ha fatto in tempo ad urlare a Umberto Fiori che lo stava già prendendo, e poi ha aggiunto – prendi i passaporti, i documenti, le borse e corri fuori. Umberto ha eseguito immediatamente ed è saltato giù dalla cabina e ridendo, perché ormai il pericolo era scongiurato, Stefano gli ha detto “Ehi, ma dove corri? Non mi aiuti a spegnere il fuoco?” Una volta domato il fuoco i due geni dell’elettronica e degli impianti elettrici si sono messi al lavoro e fra fili, cavi, fusibili, plastica bruciata, hanno ricostruito tutto l’impianto e sono rientrati al bivacco saltando la speciale. Mi hanno fatto vedere la cabina ieri ed è un intrico di cavi colorati da far paura. Il sospetto però di quanto accaduto sta nella jella… Una sfortuna che i due, sembra, si siano inconsciamente tirati addosso alla mattina, ma di più non vogliono dire.

La tempesta di sabbia di Chilecito ieri sera ci aveva già dato un piccolo assaggio di quello che come sempre ci avrebbe aspettato nella terribile Fiambalà ! E proprio oggi ascoltando la cronaca di un giornalista argentino ho sentito che chiamava Fiambalà la casa del vento !! Ecco perché ogni anno qui ci ricopriamo di sabbia ! Per la confluenza delle correnti, fra caldo e freddo, per la vicinanza con le Ande, per il contrasto pianura e montagna. Fattosta’ che stasera pensavo di scappare dal bivacco per andare a dormire al Passo San Francisco…ma le ultime notizie ci hanno fatto sapere che lassù nevica ! Gli spazzaneve e i mezzi vari stanno rimuovendo la neve per permetterci domani di passare lassù, dove osano le aquile. Il mio consueto bagno nelle pozze d’acqua calda a 4750 metri non me lo toglie nessuno e con la neve sarà ancora più spettacolare. Non vedo l’ora!

Le papere di Joan Barreda. Il pilota spagnolo che quest’anno corre con il team ufficiale Husqvarna by Speedbrain oggi ha vissuto una bella avventura ! Stava correndo in speciale in una sorta di rio – sono due giorni che si corre dentro ‘sti fiumi, spesso e volentieri con un bel po’ di acqua (in genere sono secchi, ma non quest’anno) – quando ad un certo punto si è imbattuto in un branco di anatre. Appena hanno sentito la moto si sono spaventate e si sono alzate in volo, ma contro di lui, andandogli incontro. Lui si è piegato e ha chiuso gli occhi per lo spavento ma tre lo hanno centrato: una sul casco, una sul ginocchio, una al petto. E una quarta, probabilmente, abbiamo scoperto dalle piume nel radiatore, anche sulla moto.

Le scarpette di Cenerentola Despres

Nella speciale di ieri c’era un sacco di acqua nel tratto di 130 chilometri che i piloti hanno corso dentro il letto di un fiume, il famoso Rio Colorado. A fine speciale in tantissimi sono arrivati bagnati e ricoperti di fango, mentre Despres essendo partito in testa e avendo finito in testa, era bagnato si’ ma certo non era stato sporcato dagli avversari che potevano passarlo nell’acqua. Fattosta’ che una volta fuori speciale si è tolto gli stivali e ha tirato fuori due scarpette fatte su misura per lui, praticamente fradice (stile scarpone da sci). Le ha messe sul manubrio, bloccandle con le mani ed è partito per il trasferimento. Solo che ad un certo punto se n’è persa una e non è riuscito più a ritrovarla. A quel punto passava un turista con un Adventure 950 e lui gli ha chiesto se per favore andava a cercargli la scarpa perché lui non aveva tempo per farlo visto che mancavano ancora più di cento km al bivacco e doveva rispettare il tempo imposto. Devo informarmi su come è finita la cosa. Cenerentolo avrà ritrovato la sua scarpetta ?

Varie ed eventuali del bivacco e la tappa di Chilecitoultima modifica: 2012-01-05T20:49:29+01:00da elicara
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