‘Polo’ Cottret,copilota di Peterhansel si svela in una intervista a tu x tu

Quanto conta il copilota in una gara come l’attuale Dakar? La navigazione dicono sia fondamentale quest’anno e così perchè non chiederlo ad un vero esperto? Il Co pilota di Stephane Peterhansel.

‘Polo’ Cotrett è senza dubbio uno dei migliori copiloti sulla piazza in questo momento, e anzi, per la verità ormai da diversi anni. Stephane Peterhansel quando passò dalle due alle 4 ruote non polo cottret,il copilota di peterhansel,mini all 4 racing,cottret,i cppiloti nei rally raidsbagliò decidendo di averlo accanto a sè e da quel momento il binomio non è mai stato rinnegato nè messo in dubbio. Visto che spesso si tende a dimenticare i copiloti, e soprattutto il loro ruolo di primo piano all’interno di un abitacolo in gara, e visto anche che Quandt aveva detto in conferenza stampa che la navigazione aveva un ruolo importante quest’anno, ho pensato di intervistarlo.

Che ne pensi dell’affermazione di Sven Quandt sul fatto che quest’anno la navigazione conta moltissimo ai fini del risultato?

“Ma, prima di tutto penso che ogni cosa sia importante in una gara. Dall’aspetto meccanico, alla navigazione, il pilotaggio, così come il copilotaggio. Sappiamo in effetti che in America del Sud siamo molto più penalizzati per quanto riguarda la navigazione perchè i tempi sono molto più stretti rispetto all’Africa. E in questo momento la minima esitazione, il minimo errore ti costa tantissimo e per tantissimo intendo 40 secondi e oggi a fine giornata sono tanti. Prima, quando si correva in Africa, a fine giornata, lo scarto poteva anche essere di 2 o 3 minuti e sapevi che avevi più tempo per recuperarlo”.

Lo spazio e i distacchi si sono ridotti perchè oggi le vetture si assomigliano un po’ tutte, sono veloci, performanti, hanno comunque ottimi requisiti?

“Assolutamente sì. Le vetture oggi a livello di risultati sono molto simili e quindi i distacchi, le differenze, sono minime. Lo abbiamo visto per esempio l’anno scorso ad inizio gara, con le Volkswagen separate da uno spazio di pochi secondi. Alla luce di questo tutto diventa importante, a cominciare da una semplice foratura che va a compromettere tutta una tappa. Tutto è relativo ovvio, ma se tu calcoli dieci secondi persi per ogni foratura e magari fori per 5 volte in una tappa – come successo a noi nel 2011 – capisci quanto sia importante fare attenzione ad ogni singolo aspetto”.

A proposito di forature, questo problema sembra essere stato superato. I test che avete effettuato in Marocco hanno dato esito positivo?

“Sì, in effetti abbiamo avuto buoni risultati ma non canterei vittoria troppo presto. Ci sono alcune zone di questa Dakar in cui non siamo ancora mai andati e non conosciamo bene la morfologia del terreno e non sappiamo quindi cosa aspettarci. Ci sono zone per esempio con il fesh fesh (sabbia sottile e morbida) che nascondono spesso sassi, o pietre acuminate e queste sono le zone più brutte perchè non si vedono gli ostacoli peggiori”.

E non avete paura quest’anno, vista la tanta sabbia, di dechappare una gomma? e’ una cosa che può realizzarsi?

“Sì è sempre possibile una cosa del genere ed è per questo che cerchiamo di mantenere sempre sotto controllo la pressione dei pneumatici in gara in modo da non fare mai uscire la gomma dal cerchio. Anche perchè se per caso dovesse accadere non la potresti gestire con il gonfiaggio e perderesti molto più tempo rispetto ad una foratura”. 

Senti, parlami un po’ del tuo punto di vista dall’abitacolo della Mini che credo sia ben diverso da quello della Bmw, avete spostato i sedili ?

“Sì le vetture sono molto diverse fra loro e quindi abbiamo dovuto installare i sedili in modo diverso. Tutto è cambiato: la forma della vettura all’esterno è diversa, è molto più arrotondata, l’anteriore è diverso e per questo le posizioni all’interno sono diverse. Io sono un pochino più avanti con il sedile e un pochino più al centro della vettura il che mi permette di avere una buona visione e di essere comodo nella vettura”.

‘Polo’ Cottret,copilota di Peterhansel si svela in una intervista a tu x tuultima modifica: 2011-12-31T01:09:27+01:00da elicara
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