La strana storia di Gianpaolo Bedin, n° 472

Avrebbe dovuto verificare alle 17,30 del 29 dicembre. Strano, visto che il suo mezzo non era neanche stato imbarcato sulla nave partita da Le Havre. Non così strano però visto che, tutto sommato, poteva anche venire in aereo, ma le cose, non sono andate esattamente come previsto…

Gianpaolo Bedin avrebbe dovuto correre con il numero 472, insieme ad Adriano Furlotti, su un buggy di loro concezione e costruzione. Dico avrebbe perchè in realtà lui oggi era a Mar del Plata, sì, ma a piedi e dovrà quindi accontentarsi di assistere alla partenza di quella che sarebbe potuta essere la sua prima Dakar.

La sua storia è particolare e merita di essere raccontata nel dettaglio. Gianpaolo, torinese, aveva deciso di correre con questo mezzo e lo aveva praticamente finito quando qualcuno gli ha suggerito che forse, prima di partire per portarlo a Le Havre per imbarcarlo sulla nave diretta a Buenos Aires, sarebbe stato bene farlo vedere ad un commissario tecnico per capire se il mezzo era a norma secondo tutti i regolamenti adottati in gara. Così lui ha chiamato ASO e il commissario tecnico preposto per queste cose, Andrè Olivier, vecchia conoscenza di tutti quelli che corrono queste gare, ha accettato di andare da lui, a Torino…con un MA. Ormai la data dell’imbarco era troppo vicina e se per caso sul suo buggy ci fossero stati particolari non conformi, non ci sarebbe stato il tempo di metterlo a posto prima della partenza della nave. Gianpaolo ha accettato lo stesso, pensando che era meglio non scoprire che le cose non andavano bene dall’altra parte dell’oceano – meglio saperlo prima – e così ha ospitato il tecnico che in effetti ha riscontrato tutta una serie di cose non conformi. A quel punto la nave è salpata e Bedin è rimasto a casa con Furlotti mettendo a norma tutto il mezzo. Al momento in cui il buggy era pronto bisognava trovare un modo per portarlo in Argentina e il solo mezzo era l’aereo. Così Bedin ha cominciato a chiedere preventivi su preventivi ma si è reso conto che la cifra era ben al di sopra delle sue possibilità.

A quel punto ha chiesto aiuto ad ASO che gli ha consigliato di rivolgersi al loro spedizioniere di fiducia e vedere se riusciva a spuntare il prezzo. E così è stato. Lo spedizioniere in questione ha chiesto a Bedin 13 mila euro, una cifra, tutto sommato, ancora abbordabile. Così le operazioni sono partite, Bedin ha saldato tutti i suoi conti con ASO, ha prenotato il suo aereo e si è preparato a portare il mezzo in aeroporto…se non chè lo spedizioniere lo ha richiamato dicendogli che si era sbagliato e la cifra esatta erano 33 mila euro !!

Inutile dire che a quel punto Gianpaolo ha dovuto dire addio ai suoi sogni di Dakar. “I ventimila euro in più che loro mi hanno chiesto erano esattamente la cifra che io avevo calcolato di utilizzare per tutte le spese che avrei dovuto affrontare durante la gara e quindi non ho avuto scelta. O pagavo il trasporto o facevo la gara”.

Così il buggy è rimasto a casa ma lui è venuto lo stesso qui, per conoscere da vicino la realtà di questa grande macchina da guerra che sono le verifiche della Dakar e per trattare la sua iscrizione per la prossima edizione. Almeno uno sfizio, Bedin, se lo è tolto: è il primo iscritto dell’edizione 2013.   

La strana storia di Gianpaolo Bedin, n° 472ultima modifica: 2011-12-30T21:27:24+01:00da elicara
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