Giorgio Albiero racconta il nuovo Iveco di Miki Biasion

Giorgio Albiero è uno dei migliori navigatori italiani che ci siano sul mercato per quanto riguarda i rally tout terrain. La sua esperienza prende il via dagli anni Novanta, quando correva sui camion Perlini, con lo stesso Francesco, e poi è andata via via crescendo, fino alla sua ultima esperienza alla Dakar 2009, in Sud America, al fianco di Matteo Marzotto.

Giorgio Albiero è uno dei migliori navigatori italiani che ci siano sul mercato per quanto riguarda i rally tout terrain. La sua esperienza prende il via dagli anni Novanta, quando correva sui camion Perlini, con lo stesso Francesco, e poi è andata via via crescendo, fino alla sua ultima esperienza alla Dakar 2009, in Sud America, al fianco di Matteo Marzotto.

Ha già corso in passato con Miki Biasion e anche questa volta il pilota di Bassano ha pensato di accaparrarselo per questa nuova esperienza al volante di questo camion italiano nato in Olanda. Giorgio è appena rientrato a casa. ad Arzignano, quando racconta la sua esperienza marocchina. “Siamo partiti senza neanche provare il camion, neanche per 500 metri. Il nostro aereo dall’Italia a Casablanca ha avuto 4 ore di ritardo e abbiamo perso la coincidenza per Ourzazate. Così abbiamo affittato una Peugeot e abbiamo fatto un vero e proprio rally sulle montagne fino a Ourzazate arrivando alle 5 di mattina”. E poche ore dopo sono cominciate le verifiche. “Abbiamo avuto giusto il tempo di sistemarci la cabina, regolare i sedili e le cinture e poi il camion è entrato in parco chiuso”.

E così sono partiti per la prima speciale, senza neanche aver preso le misure a questo nuovo, bellissimo Iveco. “La gara in Marocco è bella, ma si può migliorare. La prima speciale ci ha portato a Zagorà e poi siamo sempre rimasti lì, nel senso che lo svolgimento è a margherita, una speciale diversa ogni giorno, con rientro sempre nello stesso albergo”.

Una gara bella, ma anche un po’ pericolosa: “In effetti se avessero evitato di mandarci in alta montagna sarebbe stato meglio. Una delle speciali ci ha portati su fino a 2700 metri e la strada era larga esattamente quanto il nostro camion, con il burrone da un lato”. E’ contento per il risultato ed entusiasta del camion: “Il mezzo è stato costruito in Olanda e penso sia stato ultimato una settimana prima di farlo arrivare in Marocco. E’ eccezionale, potente, con una coppia incredibile ed arrivi a 150 km/h (limite imposto ai camioin da regolamento) in un batter d’occhio. Il motore è quello dell’EuroTrakker, il Cursor 13 mila cc di cilindrata e circa 1000 cavalli di potenza, e si sentono tutti !”. Però Giorgio ha notato, nella sua posizione di copilota, i consumi. “In effetti ne sono rimasto sorpreso. Facciamo circa un chilometro, a volte meno, con un litro di gasolio e direi che è parecchio, ma è anche vero che va fortissimo”. E le sospensioni? “Sono buone, monta i francesi Donerre e abbiamo approfittato di questa gara per regolarli un po’ anche se poi il fondo della Dakar sarà completamente diverso”.

Il camion ha un cassone leggero, praticamente vuoto, con un serbatoio da 7miki biasion,giorgio albiero,nuovo iveco olandese,l'iveco di de rooy,biasion in marocco,miki biasion torna alla dakar,giorgio albiero torna alla dakar quintali e le due ruote di scorta, una per lato, più qualche attrezzo per la manutenzione (nella foto il camion della Dakar 2011, praticamente uguale). “Mi hanno detto che i tre camion in gara, quello di Miki, quello di Pep Vila e quello di Hans Stacey sono praticamente identici, con l’unica differenza che Pep porterà i  ricambi in quanto assistenza veloce”.

E del camion nuovo, il Musone, di Gerard De Rooy che ne pensi? “E’ un camion fortissimo, hanno avuto un’ottima idea a costruirlo in quel modo. Con la scusa del muso lungo l’avantreno è molto più leggero, podio.jpgpraticamente il peso sull’asse anteriore è di almeno 5 o 6 quintali inferiore rispetto al camion con la cabina classica. E poi ha una grande stabilità, sembra più corto rispetto al nostro e invece è uguale, solo che è più basso e questo gli consente una buona ripartizione dei pesi e della potenza”. Inoltre il musone permette all’equipaggio di stare più comodo in cabina: “Sicuramente, loro hanno molto più spazio rispetto a noi che invece siamo veramente costretti in uno spazio minimo”.

Lo vogliamo tentare un pronostico per la Dakar? “Bè – dice Albiero, sorridendo – il camion è valido, forse non vincente come un Kamaz, ma molto buono. Penso sia affidabile a livello meccanico e non credo che si rompa, piuttosto dovremo stare attenti noi a non forzare troppo, o a non rischiare, perchè è davvero molto potente e performante. Ma è anche vero che in questo genere di gare quello che conta sempre moltissimo è la fortuna….”. Ed è la sacrosanta verità !

Giorgio Albiero racconta il nuovo Iveco di Miki Biasionultima modifica: 2011-10-26T09:22:08+02:00da elicara
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