Situazione di classifica in Tunisia

C’è Jakub in testa alla classifica generale del Rally di Tunisia dopo tre giorni di gara ma due sole prove speciali. Il pilota polacco che non aveva corso alla Dakar ma era venuto lo stesso, con un vistoso tutore al polso, a tenere alto il morale della sua squadra, si ritrova primo dopo il successo di oggi in speciale. La cosa buffa, in questo momento della gara sono i distacchi dei primi dai secondi.

C’è Jakub in testa alla classifica generale del Rally di Tunisia dopo tre giorni di gara ma due sole prove speciali. Il pilota polacco che non aveva corso alla Dakar ma era venuto lo stesso, con un vistoso tutore al polso, a tenere alto il morale della sua squadra, si ritrova primo dopo il successo di oggi in speciale. La cosa buffa, in questo momento della gara sono i distacchi dei primi dai secondi. Przygonski è in testa con 31″ di vantaggio su Helder Rodrigues ed anche Jean Louis Schlesser è primo con 30″ in meno rispetto a Leonid Novitskiy. Il discorso cambia proseguendo perchè Chaleco Lopez è terzo assoluto con 1’36” di ritardo dal primo mentre la terza vettura che è quella di Nani Roma ha 38’12” di ritardo dal francese su buggy.

Checco Tonetti – Nissan Tecnosport – è un po’ deluso oggi, della sua prestazione, del risultato – decimo di tappafoto.JPG – e non ha moltissima voglia di parlare, ma poi dopo un po’, sbollito il nervoso racconta la sua tappa. “Diciamo che abbiamo contenuto gli avversari visto che in classifica generale siamo quinti”. Esordisce così, pensando però a quel decimo posto di tappa, con un ritardo di due ore che pesa sul suo orgoglio. “La speciale è stata molto dura e in più io ho fatto qualche errore. Ci siamo insabbiati 4 volte e la prima è stata terribile. Dovuta però soprattutto alla sfortuna. Eravamo in fuoripista ed avevamo appena passato una duna solo che dietro c’era dapprima una buca e poi una serie di cespugli di erba chameaux e noi ci siamo rimasti a cavallo. Abbiamo perso 45 minuti per toglierci dall’impiccio. Per fortuna Fabien – il mio copilota – è bravo non solo nella navigazione, ma sa anche come cavarsi d’impaccio in questi casi”. Per questo tutti e due sono molto stanchi, stasera: “La tappa era molto bella ma anche molto dura, solo sabbia, sabbia e sabbia. Su 196 chilometri ce n’erano sì e no 20 di pista, tutto il resto dune. Avevano annunciato dune portanti ma direi.. mica tanto. Bisognerebbe poi essere più allenati su questo fondo. Ci vorrebbe una sessione di prove solo sulle dune di almeno tre giorni, poi sì che puoi fare questo rally”.

In effetti quest’edizione verrà ricordata per le sue dune, e ha fatto bene il cileno Boris Garafulic su Bmw X3, X Raid, a scegliere questo rally per allenarsi in previsione della Dakar. Tra l’altro oggi erano tutte dune tagliate, per colpa del vento che ha soffiato negli ultimi due giorni senza sosta, e non solo : “Erano dune brutte perchè il vento dei giorni scorsi le ha tagliate ma soprattutto correvamo in questa specie di vasconi di sabbia, con diversi erg da attraversare… non c’era tanta navigazione, si poteva andare anche solo seguendo i wpt ma le dune erano tutte tagliate, e spesso anche alte. Ti ritrovi in queste vasche ellittiche di due chilometri di diametro…per niente facile”. Ed era anche molto stancante a livello fisico “non potevi perdere mai la concentrazione. Abbiamo corso a lungo in mezzo a gradini di sabbia alti un metro e mezzo, tagliati, dove arrivavi e picchiavi il naso della macchina giù dalla dunetta”.

Domani si riprende la gara normale, nel senso che si correrà la tappa prevista per domani, da Ksar Ghilane a Ras el Oued con 219 km di speciale: “domani è la tappa giusta per noi – annuncia Tonetti – si va a Ras el Oued con una speciale di 220 km fatti di navigazione e molto guidati. Andremo dentro e fuori dagli oued, su e giù dalle falaise. E’ un tipo di terreno più adatto alla mia guida. Ed anche le prossime tappe, da qui alla fine, si adattano di più a me, forse più veloci, specie nel chott, staremo a vedere”.  E poi mentre chiacchieriamo Checco chiede di Eugeniè, che ancora non è arrivata al bivacco, e racconta di Nani Roma, anche lui vittima di una duna e una vascona: “Si era insabbiato in un posto bruttissimo, se non si fossero fermati a tirarlo fuori sarebbe ancora là”.

E poi la tanta vegetazione, oltre ai gradini nella sabbia e le dune tagliate, che ha decretato i molti piccoli danni. I primi a passare hanno danneggiato i paraurti anteriori, qualcuno anche il posteriore, sempre sui maledetti cespugli e sull’erba chameaux. 

Situazione di classifica in Tunisiaultima modifica: 2011-05-03T18:50:00+02:00da elicara
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