La politica e i rally raid

L’attuale instabile situazione politica internazionale rischia di compromettere pesantemente la stagione 2011 dei rally raid. Al momento non se ne parla molto ma è inutile nascondersi dietro un dito e forse è il caso di cominciare a capire e pensare seriamente a quello che succederà.

L’attuale instabile situazione politica internazionale rischia di compromettere pesantemente la stagione 2011 dei rally raid. Al momento non se ne parla molto ma è inutile nascondersi dietro un dito e forse è il caso di comincirae a capire e pensare seriamente a quello che succederà. I disordini in Tunisia, l’attuale delicatissima situazione politica non fanno certo venire voglia agli stranieri di andare in questo Paese e i diversi rally e viaggi organizzati in questi Paesi stanno correndo grossi rischi. A parte NPO che fa finta di niente, mette la testa nella sabbia come gli struzzi e manda comunicati in cui parla del rally senza neanche citare le situazioni attuali della Tunisia, tutti gli altri stanno facendo un passetto indietro. Caprace, una gara che sta nascendo in questo momento e che doveva corrersi in Tunisia ha comunicato una sospensione, momentanea, della sua iniziativa. Lo stesso ha fatto proprio ieri Marco Borsi con il suo Raid Trophy che era previsto a fine aprile: un semplice comunicato in cui si dice che le iscrizioni vanno avanti ma che l’organizzazione si riserva di poter cambiare la location nel caso le cose non si sistemino.

L’Egitto è ancora più preoccupante, e se è vero che il Pharaons Rally si correrà a ottobre, e che per allora speriamo che le cose si siano un tantino calmate, è anche vero che rispetto alla Tunisia qui le cose sembrano andare peggio fra violenze, morti, saccheggi, coprifuoco.

Insomma quello che le Case ufficiali paventavano da tempo si sta avverando. L’Africa sembra non sia più adatta ai rally, non sia più quella terra ospitale e da sogno che tutti ambiamo conoscere e vivere per i nostri rally. Ammesso che la gara n questione non si svolga a ovest, come per esempio la Leggenda degli Eroi che ha anticipato il suo periodo di svolgimento dall’8 al 22 ottobre, fra Marocco, Mauritania e Senegal. Già proprio quella Mauritania che i francesi, in primis ASO, temono moltissimo ma che invece per coloro che ci passano e ci viaggiano non sembra poi così spiacevole.

Calcolando che sia il rally di Tunisia sia il Pharaons rally fanno parte della Coppa del Mondo FIA e del Campionato FIM bisogna cominciare a preoccuparsi di quel che accadrà in questi due calendari, se cioè le Federazioni, che tantissimi soldi richiedono alle organizzazioni per far parte dei suddetti calendari, si muoveranno in tal senso, per garantire lo svolgimento di una stagione degna di questo nome.

Vediamo i due calendari nel dettaglio: come ai vecchi tempi quello di Coppa del Mondo FIA si apre in Italia, a Pordenone, con l’Italian Baja previsto per il 18-20 marzo. A seguire dal primo al 7 aprile l’Abu Dhabi Desert Challenge, quindi il Tunisia appunto, dall’1 al 7 maggio, la Baja spagnola dal 22 al 24 luglio, la Baja Ungheria dal 25 al 28 agosto, il Pharaons dall’1 al 9 ottobre e la Baja Portoalegre 500 in Portogallo il 27-29 ottobre. Se la situazione non dovesse risolversi rischiamo di avere la gara di Abu Dhabi e poi una Coppa del mondo formata da 4 Baja: e per fortuna che ci sono queste gare!

Per le moto invece il calendario prevede cinque prove: Abu Dhabi ancora, come per le auto, la Tunisia, il Sardegna Rally Race dal 27 maggio al primo giugno, il Rally dos Sertoes in Brasile dal 9 agosto al 20 dello stesso mese e infine il Faraoni. Chiedersi cosa accadrà quest’anno, per la disciplina del Cross Country, a mio modesto parere, è d’obbligo in questo momento.

La politica e i rally raidultima modifica: 2011-02-05T14:39:52+01:00da elicara
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Un pensiero su “La politica e i rally raid

  1. Adesso pare che anche il GP di F1 in Bahrain sia a rischio… ma li c’è un grosso giro di soldi dietro e quindi è un’altra questione….

    Comunque la cancellazione di un evento sportivo non è nemmeno paragonabile alle sofferenze di quelle popolazioni

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