Nato per fare il team manager

Non posso parlare della vittoria di Marc Coma senza parlare di Giovanni Sala. Il titolo ha già svelato tutto. Giovanni, alla sua prima esperienza come team manager è stato eccelso e il premio, o meglio, il riconoscimento più grande, gliel’ha dato proprio Marc, vincendo la sua terza Dakar.

Non posso parlare della vittoria di Marc Coma senza parlare di Giovanni Sala. Il titolo ha già svelato tutto. Giovanni, alla sua prima esperienza come team manager è stato eccelso e il premio, o meglio, il riconoscimento più grande, gliel’ha dato proprio Marc, vincendo la sua terza Dakar. Intervistato senza sosta dopo il traguardo Marc lo ha detto subito. “Un grande grazie va a Giovanni, se non ci fosse stato lui ora noi non staremmo qui a festeggiare”. Questa sua frase mi ha commosso e dall’altro lato mi ha riempito di orgoglio, perchè l’avventura del Giò nazionale interviste coma.jpgcome team manager l’avevo annunciata in anteprima assoluta sulla Gazzetta. Ma non c’è stato verso di trovare ‘sto bergamasco, al momento dell’arrivo. L’ho cercato dappertutto ma forse era andato a dare notizie per il comunicato, non ho idea. So che mentre parlavo con Coma è arrivata la telefonata di Kinigadner che già da un po’ cercava di parlargli ma non ci riusciva perchè era tartassato dalle interviste.

Sulle doti di Giovanni come insegnante, come guida, come punto di riferimento, non avevo dubbi perchè lo avevo visto ed apprezzato lo scorso anno ai suoi corsi di enduro insieme a Marco Borsi. So perfettamente che Giovanni sa farsi amare, e rispettare. E’ serio e professionale ma poi finisce sempre il discorso con una battuta e un sorriso. E’ sempre stato disponibile, pronto a rispondere a qualsiasi domanda e a farsi guidare da chi ne sapeva di più, visto che era alla sua prima volta. Quando lo incontravo al bivacco gli chiedevo come va ? e lui spalancava le braccia e mi chiedeva a sua volta “tu come mi vedi?” Alla grande, ovviamente ! I suoi consigli sono stati preziosi e la sua inesauribile allegria trascinante ha avuto un ottimo effetto su Marc e nello stesso tempo lui è rimasto affascinato da Coma, dalla sua professionalità, dalla sua serietà e dedizione a questa disciplina. “Marc quando prepara il road booksala.jpg non vuole essere disturbato, è talmente concentrato, con le sue cuffiette nelle orecchie, con la musica, che non lo si può disturbare. Legge e rilegge il road book e alla fine ho l’impressione che se lo impari a memoria, e ha insegnato a fare lo stesso anche a Pedrero. Addirittura l’altro giorno si è accorto che mancava un cap. A forza di studiare, rifare e imparare le note si è accorto di una svista. Mi ha mandato da Castera, per farglielo notare e David mi ha detto “Accidenti è vero, me lo sono dimenticato”. E poi gli chiedo quali sono i momenti di tensione, come li vive. “Alla mattina, quando sala briefing.jpgsta per partire. Tutto deve essere perfetto e pronto. lui è molto concentrato, soprattutto prima del trasferimento e non vuole beghe o confusione in qualsiasi cosa. Poi al via della speciale è già più tranquillo ma alla mattina presto tutto deve girare come un orologio”. Marc è meticoloso e pignolo e Giovanni lo ha imparato subito, gli chiede le cose e poi lascia fare a Marc se vede che lui preferisce mettersi in ordine e a posto tutti i dettagli come meglio gli aggrada. Giò non è invadente, ma c’è sempre. Prima di partire mi aveva confidato “chissà, magari mi si apre un nuovo futuro”, bè senza ombra di dubbio io direi proprio di sì! Bravo Giò ! 

 

Nato per fare il team managerultima modifica: 2011-01-16T00:53:38+01:00da elicara
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