Le avventure di Pederzoli e Carmignani

Il penultimo giorno è stato una via crucis anche per Claudio Pederzoli. E anche lui è in compagnia di un bel pezzo di bistecca mentre me ne parla. “Dopo 25 chilometri – dice – mi si rompe tutto il supporto della strumentazione!” Ribadisco che ieri i chilometri di speciale erano circa 500, taglio più o taglio meno da parte dell’organizzazione.

Il penultimo giorno è stato una via crucis anche per Claudio Pederzoli. E anche lui è in compagnia di un bel pezzo di bistecca mentre me ne parla. “Dopo 25 chilometri – dice – mi si rompe tutto il supporto della strumentazione!” pederzoli con moto.jpgRibadisco che ieri i chilometri di speciale erano circa 500, taglio più o taglio meno da parte dell’organizzazione. “Lo sistemo alla bell’è meglio ma più avanti in un  pezzo orribile fra sabbia, fesh fesh e dune mi ricade tutto. Allora con l’aiuto di Carmignani smontiamo tutto e cerchiamo di far su tutto il necessario, legandolo come possibile. Mentre ci lavoriamo sopra però perdiamo tempo prezioso e ci passano tutte le auto. Dentro di noi abbiamo pensato che era una cosa terribile, ora per noi la speciale sarebbe stata ancora più dura”. Comunque, ripartono e dopo oltre cento chilometri Claudio resta senza benzina, per una modifica ai serbatoi che ha fatto lui e che per questo possono caricare meno benzina (non era la prima volta che aveva ‘sto problema). Si fermano proprio dove c’è la Seel, Annie, piantata fino alle orecchie nel fango e non ha modo di tirarsi fuori. Così i due buoni samaritani l’aiutano e nel frattempo Daniele dà anche un po’ di benzina a Claudio. Arriva anche Casteu che per un bel po’ di problemi viaggiava in fondo alla classifica e ripartono tutti insieme. Dopo un altro po’ di chilometri però la strumentazione che stava su – come dire – con lo sputo (!!) cede e Claudio si ritrova con tutti i pezzi sparsi. Come se non bastasse questo ha provocato un corto circuito ai fari e quando è calato il buio Claudio era anche senza luce. Fanno un ponte, attaccano un faro alogeno che va alla grande, ma…dura dieci minuti. Continuano come possibile perchè ogni tanto il faro fa contatto e si accende. Daniele non lo lascia (i veri amici si vedono in questi momenti!!) e i due cercano come possibile di raggiungere ilpederzoli primo piano.jpg bivacco. Alla fine senza luce, Claudio si infila sul casco la lampadina frontale, quella che usiamo al bivacco, che fa tanto minatore !

“E dentro di me mi dicevo, ma guarda tu come sono ridotto, ma si può? correre con la lampada frontale”. Non si vedeva nulla e ti credo, la frontale illumina a due metri davanti a te, e così sono arrivati al bivacco a mezzanotte e mezza, sfiniti, ma ancora con la grande voglia di ripartire e finire l’avventura, oggi. La classifica finale li vede 85° Pederzoli e 88° Carmignani.  

Ma vogliamo parlare anche di Ciotti? Grande Filippo ! Insieme a Zanotti completa la coppia dei primi due italiani al traguardo, due romagnoli, anche se in realtà Alex è di San Marino. Zanotti è 33° mentre Ciotti, alla sua prima Dakar, chiude 56°, mica male, eh?

ciotti.jpgOggi arriva al traguardo e mi passa davanti senza neanche vedermi. Lo rincorro e lo acchiappo dalla giacca dicendogli, “ehi, ma ti fermi o no?”. Ovviamente, neanche a farlo apposta, polemizza. “Guarda” – mi dice, e mi indica la marmitta. In effetti c’è un buco non indifferente e a me scappa da ridere. Lui fa lo stesso però poi aggiunge “Avevo voglia io a dargli il gas. Mi ha raggiunto Picco e mi faceva segno di aprire la manetta ma io gli rispondevo, sempre a gesti, ma se sono al massimo”. Poi Franco gli fa un cenno inequivocabile e lui capisce che c’è qualcosa che non va! “Hai visto che roba – continua – ‘sta moto cade a pezzi giorno dopo giorno. Anche ieri, ho rotto il telaio, proprio qui” – e mi indica la parte centrale della moto, sotto la sella – e ho fatto oltre cento chilometrimarmitta ciotti.jpg pianissimo, seduto sulla sella”. La moto in realtà – lo dico per i ragazzi del Leon Battesta Alberti – sta alla grande, ma certo, ha fatto una Dakar!! E poi Filippo lo conosciamo. In realtà è felicissimo di essere arrivato alla fine “con un gregario come Franco Picco” dice scherzando, perchè Franco è accanto a lui, però ammette che senza l’aiuto del grande Franco non ce l’avrebbe mai fatta. Poi vanno a mangiare ma lui non mangia, non ci pensa nemmeno, e quando gli chiedo “non hai fame?” mi dice…”comincio ad accusarla! In tutti questi giorni ho fatto lo spiritoso, facevo finta di nulla e invece adesso, mi sta cadendo addosso tutta insieme”. Intende la Dakar ! Ha lo sguardo un po’ perso, e guarda quasi con disgusto Franco e Claudio che mangiano a quattro palmenti: “Ma come fate a mangiare?” gli dice, e gli altri lo guardano come se il pazzo fosse lui. Ma io lo capisco, benissimo. E gli dico “Filippo, è il calo di adrenalina, capita sempre quando si finisce, ma tu non puoi ancora permettertelo, non hai finito, hai ancora 140 chilometri di trasferimento”. Lui mi guarda come a dire, “grazie dell’aiuto” ma io mi schernisco, almeno sono sincera perchè so benissimo cosa prova ! E poi sempre ridendo gli dico “e dai che ti è piaciuta e il prossimo anno non vedrai l’ora di tornare..”. Non fa commenti, ma poi ride e mi dice “e me lo chiedi adesso??” In effetti forse, come sempre, meglio aspettare qualche mese.

Le avventure di Pederzoli e Carmignaniultima modifica: 2011-01-16T02:19:16+01:00da elicara
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