Vi presento Tripy

Non vi ho ancora parlato di Tripy. E sì che Tripy ormai è un compagno imprenscindibile della Dakar. Da due anni accompagna le assistenze e tutte le auto al seguito della gara, logistica, organizzazione, commissari e giornalisti.

Tripy è il nostro compagno di tutti i giorni, il nostro amico, la nostra guida, ma anche il nostro incubo. E pensare che nel futuro lo useremo tutti, comodo certo, ma un’aberrazione per chi come me ama consultare le cartine e leggere i road book.

Non vi ho ancora parlato di Tripy. E sì che Tripy ormai è un compagno imprenscindibile della Dakar. Da due anni accompagna le assistenze e tutte le auto al seguito della gara, logistica, organizzazione, commissari e giornalisti.

Tripy è il nostro compagno di tutti i giorni, il nostro amico, la nostra guida, ma anche il nostro incubo. E pensare che nel futuro lo useremo tutti, comodo certo, ma un’aberrazione per chi come me ama consultare le cartine e leggere i road book. Dicevo, Tripy da due anni ci accompagna nel senso che l’organizzazione risparmia sulla carta e sulla stampa (e gli alberi ringraziano) e il road book non ce lo fornisce più in formato cartaceo bensì all’interno di Tripy. E’ lui che ci dice dove andare, quando girare, se c’è un benzinaio oppure un pedaggio e anche quanto si paga. E’ un apparecchio creato in Belgio, perfetto per le gare di regolarità, che sulla Dakar oltre a fungere da navigatore svolge anche un sacco di altre funzioni. Bussola satellitare, limitatore di velocità, annuncia altitudini e chilometri già percorsi e ancora da percorrere, i gradi del Cap che si sta seguendo ed altre funzioni a scelta.

E’ il nostro incubo perchè quando entri in zone in cui la velocità è limitata a 50 km/h lui comincia a lampeggiare e a suonare. Se solo arrivi a 48 km/h fa un doppio bip, a 49 un altro doppio bip e quando sei a 50 si illumina tutto e fischia a ripetizione tanto da spaccarti i timpani. Se invece passi la velocità dei 120 km/h obbligatoria non ti sgrida e non ti dice nulla, ma il segnale dei 120 lampeggia ripetutamente. C’è di buono che a differenza del navigatore classico non parla ! E non è poco!

tripy.jpgCome attrezzo è geniale, per il resto ti tarpa le ali ! Senza road book infatti io non so bene dove devo andare, a che chilometro potrò programmare un’eventuale colazione o il rifornimento, non so quanti chilometri dovrò percorrere fino a quel paese o fino a quell’altro. Praticamente annulla la programmazione e poi arriva un filino in ritardo sulla nota successiva, per cui per esempio, l’altro giorno, per salire al Passo San Francisco c’era una nota lunga di 10 chilometri, dove andavi a 120 all’ora e poi te ne metteva una con svolta a destra a 90 metri. Ovviamente non l’ha presa nessuno e siamo andati tutti più avanti di circa 200 metri e poi siamo tornati indietro. Oppure ti dice di rallentare in prossimità di curve pericolose o incroci con pubblico. Ovviamente è programmato alla partenza. Qualcuno traccia il road book e poi il sistema lo inserisce con tutti i riferimenti all’interno dell’apparecchio, che non ci lascia mai. E attenzione ai furbi ! Non è che un giorno puoi far finta di niente e non accenderlo. Gli “uomini-controllori” di Tripy lo scoprono subito e il vigliacco registra tutto anche da spento, e quando poi arrivi al bivacco fa la spia! Noi siamo bravi, odio talmente i suoi fischi che non oltrepasso mai i limiti anche se certe volte andare a cinquanta a loro in paesi a strade larghe è pericoloso perchè rischi di essere tamponato anche dai camion. Anche perchè poi, se oltrepassi il limite ci sono multe salatissime, per noi, per le assistenze invece le penalità ricadono sui loro equipaggi in gara !

Vi presento Tripyultima modifica: 2011-01-15T02:49:00+01:00da elicara
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3 pensieri su “Vi presento Tripy

  1. Stordy (!?!), è gia qualche volta che leggo questo simpatico soprannome e credo pure di sapere cosa significa. Credo sia indirizzato ad Elisabetta, che gentilmente, alla prima occasione, si attiverà per farci conoscere quando e come se lo sia guadagnato…………….

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