Ad un giorno dalla fine

Ad un giorno dalla fine già siamo in preda al delirio. Perchè si sa benissimo che quando la gara finisce, dopo il podio, ci si perde tutti e Buenos Aires non è Dakar, e trovare le persone è un po’ più difficile. Allora questi ultimi due giorni sono consacrati alle interviste, alle foto che non si sono fatte prima, alla ricerca di quei personaggi che sono venuti fuori negli ultimi giorni.

Ad un giorno dalla fine già siamo in preda al delirio. Perchè si sa benissimo che quando la gara finisce, dopo il podio, ci si perde tutti e Buenos Aires non è Dakar e trovare le persone è un po’ più difficile. Allora questi ultimi due giorni sono consacrati alle interviste, alle foto che non si sono fatte prima, alla ricerca di quei personaggi che sono venuti fuori negli ultimi giorni. Per questo finirà, inevitabilmente, e me ne scuso fin d’ora, che trascurerò un po’ i miei lettori del blog a favore dei miei giornali, fra cui, lo dico per chi me lo ha chiesto anche quelli di camion, come per esempio Tuttotrasporti che a febbraio uscrià con un servizio sulla Dakar 2011.

Ma veniamo alla giornata di oggi. Lunga e calda, anche se stamattina una tempesta di vento e in certe zone di acqua, ci ha aiutato a respirare e fino alle 10 circa siamo stati bene, con le nuvole nel cielo e circa 23 gradi. Poi la pacchia è finita ed è venuto il caldo, per fortuna non oltre i 34 gradi.   

Grossi colpi di scena non ce ne sono stati se non l’ultimissimo stasera proprio mentre stavo percorrendo il bivacco con la mia Amarok. Incontro Gabriele Cavallini, che sta correndo dietro ad una ruota, da moto ovviamente. Lo fermo e gli chiedo dove sta andando e lui mi dà la brutta notizia. Franco Picco ha rotto la ruota ed è fermo all’uscita della speciale. Accidenti! e tu dove vai? gli chiedo. Porto fuori la ruota all’entrata del bivacco, così un nostro amico gliela può portare a 62 chilometri da qui e lui riesce a rientrare al bivacco. A quel punto gli spiego che la cosa sarebbe un po’ vietata e allora lo carico in macchina, lo nascondo con la sua ruota, e zitti zitti ce ne usciamo dal bivacco per consegnare la ruota ad un amico che gliela porterà permettendogli di rientrare. E’ una piccola bricconata, ma all’ultimo giorno anche se lo dovessero scoprire sono sicura che lo perdonerebbero.

Per il resto ormai, si mira solo ad arrivare a Buenos Aires, anzi per il momento a Baradero, al circuito che ospiterà le ultime battute di una speciale accorciata per domani a 124 chilometri. Le classifiche sono ormai delineate e difficilmente ci saranno grossi colpi di scena.

Per noi domani alzataccia: oggi abbiamo coperto più di 600 chilometri, di strade comunali..avete presente, che so, la costa toscana verso la Liguria? ecco una cosa così, un paesino ogni venti metri e il limite di cinquanta obbligatorio ovunque. Un incubo e soprattutto non ci passava più. Ma per gradire domani abbiamo oltre 740 chilometri. Sveglia alle 4 e partenza alle 4,30. La prima moto lascerà il bivacco alle 4,22 e dopo 494 km di strada asfaltata entrerà in speciale, l’ultima. Noi invece andiamo ad aspettarli all’uscita della PS. 

Un’anteprima assoluta, svelatami stasera da Sven Quandt, patron Bmw XRaid : la Mini è stata ricostruita in toto. Però è tutta nera! e domani per gentile concessione degli organizzatori nonchè anche degli altri team, potrà essere con noi al traguardo. Domenica salirà sul podio, almeno per fare una piccola festa e pensare al futuro. 

Ad un giorno dalla fineultima modifica: 2011-01-15T02:13:00+01:00da elicara
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Un pensiero su “Ad un giorno dalla fine

  1. Grande Elisabetta, bellissima trovata quella di nascondere ruota e Gabriele nel tuo pick-up, ottima notizia quella dell’articolo sui truk su quel mensile, che avvolte compro lo stesso vista la mia professione di van-driver. A proposito di van, visto che io sto anche 8/9 ore al giorno alla guida del mio mezzo, facendo anche 700 km al giono, ovviamente ho tanto tempo per pensare, o sognare ad occhi aperti, e mi ero riproposto di chiederti se in tutti questi anni di esperienza di rally-raid che hai, avevi mai conosciuto qualche pazzo che si era mai messo a gareggiare con un van 4×4, tipo trasporter VW o vito mercedes, preparato come si deve e se si in quale categoria va a confrontarsi. Bella anche la notizia della ricostruzione della mini e dell’ottima scelta del colore…..detto fra noi non avevo avuto il coraggio, nonstante la delusione del ritiro, di togliere la foto appiccicata sul frigo di cucina…..
    Un abbraccio a Elisabetta e un saluto al mio cugino Gabriele..

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