Curiosità in piccoli appunti

Piccole curiosità che so già vi piaceranno.

Cominciamo da Gianni Stefani.

Finalmente l’ho incontrato stamattina, al distributore a fare benzina. Era al termine di un trasferimento di quasi 250 chilometri prima del via della speciale di 500. Stanco ma sempre sorridente.

Piccole curiosità che so già vi piaceranno.

Cominciamo da Gianni Stefani.

Finalmente l’ho incontrato stamattina, al distributore a fare benzina. Era al termine di un trasferimento di quasi 250 chilometri prima del via della speciale di 550. Stanco ma sempre sorridente. Mi è venuto incontro e mi ha stefani.jpgmesso le mani gelate sulle guance. “Me le scaldi un po’?” mi ha detto e così gliele ho sfregate un po’ con le mie che erano calde ma è servito a poco. Alla mattina fa un gran freddo e per tutti quei chilometri di trasferimento i piloti soffrono molto. Ad un certo punto per strada ci si è affiancata Cristina Meyer e ci ha chiesto un Red Bull, che noi non avevamo. Si stava addormentando e voleva qualcosa che la svegliasse. Sulla strada, poco prima, avevamo visto qualche pilota buttato per terra che dormiva. Poi arrivati all’ultimo – ed unico – distributore prima della speciale troviamo l’inferno. Cento moto tutte in attesa di fare il pieno ! Un delirio. Intanto Giovanni mi racconta la sua ultima: è senza telefono e non può mettersi incoda al distributore.jpg contatto con nessuno. Aveva in tasca, due giorni fa, i due telefoni e un succo di frutta. Ovviamente quest’ultimo si è rotto e ha lavato i telefoni: defunti tutti e due!

La mia macchina

Volevate sapere con che cosa viaggio. In effetti, mi ero distratta e non ho messo neanche una foto della mia Amarok, eccola qui accanto nel giorno di riposo mentre i meccanici la sottopongono ad un tagliando per controllare che tutto vada bene, come in effetti è. Si tratta del pick up della Volkswagen, amarock.jpg2000cc, che già lo scorso anno si era comportato egregiamente. Al momento siamo in due a bordo – fino a due giorni fa eravamo in tre ma uno è partito – e insieme a me viaggia il giornalista del quotidiano sportivo spagnolo, Marca, equivalente della nostra Gazzetta. Ehm, mi chiedevate anche che altri giornalisti italiani ci sono qui alla Dakar…bè mi dispiace ma questo onore ormai da anni spetta solo a me. Nessun giornale spende più per mandare un suo inviato alla Dakar. C’è comunque l’addetto stampa Aprilia unico altro italiano nella sala stampa, che scrive anche i suoi reportage per Motosprint.

Vasilis Orfanos

E’ il numero 97 e corre in sella ad una Aprilia. Viene dalla Grecia come suggerisce chiaramente il suo nome e civasilis.jpg conosciamo dalla Dakar del 2003. Così ogni tanto ci vediamo e scambiamo due chiacchiere. Stamattina l’ho incontrato al famoso distributore e mi ha fatto vedere il suo magico zainetto: “non parto mai senza – mi ha detto – anche se pesa parecchio. Però dentro ho tutto quello che mi serve semmai mi dovessi children action.jpgfermare in speciale e fossi costretto a trascorrere la notte. Acqua, qualcosa da mangiare, qualcosa per coprirsi se fa freddo, e poi tutto il kit di sopravvivenza”. Inoltre collabora al progetto Children Action e ne ha un adesivo sulla moto oltre ad un cucisivo sulla sua giacca.

TECNOSPORT

Sono due gli equipaggi in auto in gara – il terzo purtroppo è uscito presto di scena – alla Dakar 2011 per il team Tecnosport che quest’anno, come già nel 2010, supporta la casa cinese Chery. Dei due equipaggi fa parte Maurizio Dominella ma nei prossimi giorni dedicherò un servizio apposta ai navigatori e al loro lavoro. C’è poi Graziano Pelanconi con il suo Man T4 assistenza veloce che li segue, anche se ultimamente il suo mezzo è un po’ tecnosport.jpgammaccato. Per tutti i meccanici del team di Como, in attesa anche di un post tutto dedicato ai meccanici della Dakar ecco una bella foto.

Ma quanto corrono i Kamaz?

Volete sapere l’ultimissima? Al bivacco di Copiapo dopo una tappa di 508 chilometri sono arrivati anche i camion. Bè sappiate che ha vinto il Kamaz di Chagin che per percorrere l’intera speciale ci ha messo 6 ore, 01’12”. Ci ha messo di meno di Marc Coma, su Ktm. Il motociclista che oggi ha vinto ha impiegato quattro minuti di più, non è incredibile? A proposito, vi ricordo che i camion hanno una limitazione nella velocità a 150 km/h, immaginate senza?

Pandakar verso casa

Le Panda hanno attraversato oggi il Passo San Francisco dirette verso Buenos Aires e poi l’Italia. Noi passeremo di là fra due giorni nell’itinerario che ci riporterà in Argentina. Giulio Verzelletti – ci riporta suo figlio Giacomo – ha detto che il passaggio è stato molto bello, a 4700 di altezza, con la meravigliosa Laguna verde. Certo che le Panda hanno faticato un gran bel po’ con quell’aria rarefatta e, parole di Giulio “ancora un po’ e avremmoequipaggi panda.jpg dovuto farle andare su in retromarcia dalla gran fatica che abbiamo fatto”. Un sorriso dopo l’amarezza del loro ritiro 🙂

Curiosità in piccoli appuntiultima modifica: 2011-01-10T21:53:33+01:00da elicara
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5 pensieri su “Curiosità in piccoli appunti

  1. Bellissime queste curiosità! Soprattutto le foto!

    La VW si sta facendo una bella reclam fornendo i mezzi dell’organizzazione! Già l’anno scorso l’Amarok era proprio stato lanciato con la Dakar!

    Chagin deve aver voluto prendersi la rivincita (ottenendo la 60^ vittoria) dopo le due vittorie di Loprais, ed è andato veramente forte!!!Pazzesco che abbia fatto meglio di Coma. Peccato solo che i media diano sempre poco spazio ai camion!!!

    Ancora peccato per le Pandakar, anche se è già stato un bel traguardo!

    Non è che avresti qualche curiosità (magari una foto!) sulle Subaru?
    C’è Alvarez che è intorno alla ventesima posizione (le altre due Forester si devono essere ritirate) ma nesuno ne parla!

  2. La notizia sui giornalisti è quella che mi aspettavo e la tua conferma mi farà divertire ancora di più leggendo gli articoli di quelle riviste in cui lo scrivente si sforza di far capire che c’era ma senza dichiararlo apertamente per non rischiare smentite di chi invece sa….

    Il numero del tuo VW invece è tutto un programma, o meglio un predestino, tu, meglio della polizia americana ci hai fatto da pronto intervento (notizie) tanto bene che vorrei che questa Dakar non finisse mai. Grazie di nuovo Elisabetta!

    Altra cosa, stamani durante il mio giro di consegne alle 5,50 ho aspettato che aprisse un’edicola per prendere il settimanale di auto da corsa…..e sono andato subito a vedere chi firmava l’articolo.
    Meno male che lo ha scritto una brava, lo leggerò con gioia prima di addormentarmi del primo pomeriggio…..

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