Sherlock Castera

Succede spesso che alla Dakar ci siano le assistenze selvagge. Cosa sono? Sono persone che seguono la gara senza pagare l’iscrizione e fanno assistenza a piloti e team senza che l’organizzazione guadagni sulla loro iscrizione, e soprattutto liberi da regole, codici, e tutto quello che disciplina una gara grande come la Dakar.

Succede spesso che alla Dakar ci siano le assistenze selvagge. Cosa sono? Sono persone che seguono la gara senza pagare l’iscrizione e fanno assistenza a piloti e team senza che l’organizzazione guadagni sulla loro iscrizione, e soprattutto liberi da regole, codici, e tutto quello che disciplina una gara grande come la Dakar. Ovviamente è una cosa vietata, fosse altro per il rispetto di quelli che la pagano, ma è anche vero che è sempre esistita, fin dalla notte dei tempi. In Argentina e Cile la cosa aveva preso però delle dimensioni preoccupanti e così l’organizzazione quest’anno ha creato una struttura di sicurezza apposita che controlli i camion, i camper, i furgoni al seguito ma senza un numero identificativo della Dakar. Si tratta di 12 persone e 4 vetture che devono sorvegliare questa situazione. Effettivamente queste persone esistono, ma esiste, ancora, l’assistenza selvaggia. Li abbiamo incontrati l’altro giorno in un trasferimento. Neanche a dirlo, tre mezzi sono dei soliti Patronelli: motorhome, camper, furgoni, con scritto Patronelli lungo tutta la fiancata. Sono ovviamente abusivi, non sono iscritti e non hanno numero, ma seguono impavidi la corsa. Ieri sera addirittura hanno parcheggiato i loro mezzi (l’entrata al bivacco è a loro preclusa) di fronte al bivacco, su un monticello, di fronte al mare, in modo davvero sfrontato! Altri due team argentini usufruiscono di un’assistenza selvaggia e non sono poi così discreti visto che i due mezzi sono due bus !! Enormi e con tanto di scritte di sponsor e con nomi dei piloti: questi però sono stati meno sfrontati e hanno appiccicato due adesivi, ovviamente falsi, sulle porte, inventandosi un numero che, tra l’altro, nella gara appartiene ad una vettura in corsa.

Così ho chiesto a Castera, direttore sportivo, che cosa intendeva fare, come potevamo fermare questa brutta abitudine e lui mi ha raccontato: “Se non li prendo con le mani nel sacco non posso far nulla !” Ed ecco ora il perchè di Sherlock Castera. “L’altro giorno – mi dice – mi sono travestito e sono uscito dal bivacco” Travestito per lui vuol dire che si è tolto camicia, pantaloni, cappelli e altro in cui c’è scritto Dakar a caratteri cubitali e si è vestito come una persona normale, diciamo in borghese. Così con semplici abiti civili ha fatto un giretto fuori dal bivacco soffermandosi a curiosare in mezzo alla assistenze selvagge. Poi fingendosi un turista ha chiesto chi fossero e che cosa facessero lì “e loro mi hanno risposto – prosegue – che fanno assistenza a degli equipaggi della Dakar”. Quando ha chiesto perchè stessero lì fuori e non all’interno del bivacco come gli altri, questi hanno alzato le spalle dicendo che per loro era più comodo stare fuori. David è rimasto lì a gironzolare per un’oretta sperando di coglierli sul fatto, ma niente da fare: “Forse hanno sospettato qualcosa, pur non conoscendomi, e così per l’ora seguente nessuno si è avvicinato al loro mezzo”. Quindi nulla di fatto, ma David chiede l’aiuto e la collaborazione di tutti “Sono venuti in molti a dirmi che hanno visto per strada questo o quel furgone, ma io ho le mani legate. Mi hanno risposto che sono amici, turisti, appassionati, meccanici in vacanza, e io non posso fare niente. O li colgo sul fatto, con tanto di foto a testimonianza, o nulla”.

Elementare, Watson !

Sherlock Casteraultima modifica: 2011-01-07T11:27:00+01:00da elicara
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2 pensieri su “Sherlock Castera

  1. Grande Eli, bellissimi gli anedoti e le curiosità che ronzano attorno a questo mito.. (diciamo che rendono più umana la concezione di questa gara..).

    Per non parlare inoltre dei report di ogni tappa.

    Complimentoni per il tuo lavoro, che ormai per me è un appuntamento fisso ogni giorno.

    Ciao, e buon proseguimento

    Emanuele

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