Portogallo alla riscossa

Ci sono due portoghesi oggi in cima alla classeifica di tappa per le moto. Sono Ruben Faria ed Helder Rodrigues. I due amici che fino a due anni fa correvano insieme per la Yamaha portoghese oggi hanno riformato quel duo imbattibile e simpaticissimo del passato e si sono imposti su tutti gli altri nella sesta tappa, lunghissa ed estenuante.

Ci sono due portoghesi oggi in cima alla classeifica di tappa per le moto. Sono Ruben Faria ed Helder Rodrigues. I due amici che fino a due anni fa correvano insieme per la Yamaha portoghese oggi hanno riformato quel duo imbattibile e simpaticissimo del passato e si sono imposti su tutti gli altri nella sesta tappa, lunghissa ed estenuante. Talmente lunga che al bivacco ancora non è arrivato nessun concorrente perchè una volta usciti dalla speciale tutti i piloti hanno un ulteriore trasferimento di 230 chilometri da fare prima di arrivare qui ad Arica, 20 chilometri dalla frontiera con il Perù, 150 da quella della Bolivia.

Faria, su Ktm, – oggi portacqua di Despres, dallo scorso anno – ha vinto con 50″ di vantaggio su Helder, sempre su Yamaha, mentre Despres è quarto a 3′.54″ dal vincitore. Subito dopo nella classifica di tappa arriva Marc Coma, a 5′.20″ seguito dallo slovacco Svitko e da Chaleco Lopez. La classifica generale vede sempre in testa Coma inseguito a 8’48” da Despres e a 22′.12″ da Lopez mentre il bravo Helder risale in quarta posizione con un totale distacco di 27′.35″.

E mentre aspettiamo che i piloti arrivino e ci raccontino tutte le loro avventure ne approfitto per ringraziare tutti coloro che mi leggono e che mi mandano i commenti. Mi fa un piacere terribile aprire la posta durante il giorno e vedere i commenti. Sono contenta che il blog e le mie storie vi piacciano e a questo proposito ho una chicca per quanto riguarda il famoso greco/belga, numero 101. Ho scoperto che pur di venire alla Dakar e di raccattare soldi ha escogitato qualcosa di incredibile. Ha fatto stampare oltre 1000 bottiglie di vino rosso con la sua foto, la cartina della Dakar e il logo del suo team e poi le ha vendute. Bè è riuscito a piazzarne ben 800 e aggiungendo un paio di migliaia di euro da uno sponsor di qua e da uno di là è riuscito a partire…Chi ha orecchie per intendere!!!

Altra domanda che mi fate, come viaggiamo ? E’ vero quest’anno non l’ho ancora scritto e recupero subito al mio errore. Personalmente viaggio in macchina, con un pick up Volkswagen di nome Amarok, come lo scorso anno, gentilmente fornito dalla Volkswagen Germania, stessa.. I giornalisti possono scegliere come viaggiare, basta pagare. Si può viaggiare in aereo – ma chi lo fa si perde l’80 per cento della bellezza di questa gara – oppure in elicottero, se sei miliardario oppure lavori per un giornale super importante (francese, ovvio!), oppure per l’appunto, in macchina. Anche noi quindi che ci muoviamo in macchina facciamo la stessa vita dei piloti, anzi a volte peggiore perchè in genere partiamo prima di loro per precederli magari in speciale per fotografarli. Sveglia dunque, abitualmente verso le 4,30 di mattina, e via per 400, 500, a volte 800 chilometri al giorno. Oggi ci è andata bene, solo 360 da Iquique ad Arica su una strada magnifica ed emozionante, così com’è emozionante il pubblico cileno che anno dopo anno si scalda e ci vuole più pubblico arica.jpgbene. Me lo aveva detto Chaleco a Buenos Aires: “Ora i cileni hanno imparato a conoscere la Dakar, sanno che cos’è e la amano ogni giorno di più”. Quicartello cile.jpg accanto alcune foto del nostro arrivo oggi ad Arica e delle acclamazioni festose ! E’ proprio vero, devo ammettere che ora ci accolgono molto meglio in Cile che in Argentina. Al contrario l’Argentina sembra già essersi abituata alla Dakar e se da un lato il pubblico è sempre meravigliosamente caloroso e affettuoso i servizi forniti sono diversi da quelli eccellenti del Cile.

Portogallo alla riscossaultima modifica: 2011-01-07T19:22:00+01:00da elicara
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Un pensiero su “Portogallo alla riscossa

  1. Beh, che dire Eli, questo è in assoluto uno dei post più belli che hai inserito, perchè non solo, come al solito, ci racconti in maniera dettagliata quello che succede in gara, ma ci sveli anche quelle curiosità del contorno impossibili da conoscere altrimenti. Ora che ho scoperto il blog, mi sto leggendo a tappe forzate anche le pagine precedenti e trovo fantastico sapere tutto questo. Mi ha emozionato sapere la storia di Andrea, la compagna di Peterhansel, del cavallo “dispettoso” di Mugnaioli e della Ktm prestata a Silvia, del Kamaz perso nella neve e della Mini del freestyler.
    Il fatto poi che segui in auto la gara, è la conferma della potenza che esprimi, il miglior tempo dovrebbero assegnarlo a te………..
    Ma non girare intorno al discorso, ci dici anche chi sono i tuoi colleghi italiani al seguito della gara, o dovremmo capirlo dai loro evasivi articoli quando leggeremo i mensili?
    Grazie ancora per tutte le emozioni che ci regali.

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