Tanto di cappello alle Panda !

Sono gli eroi del giorno, e attraverso le parole dei piloti, quelli che arrivano presto, di giorno, e cioè gli ufficiali, e quelli che arrivano di notte e cioè i privatoni, si leggono i terreni e le speciali in modo totalmente diverso. I piloti moto, come Pedrero, Coma e i  primissimi raccontavano della prima parte della prova speciale, sinuosa e sabbiosa in maniera sognante.

Sono gli eroi del giorno, e attraverso le parole dei piloti, quelli che arrivano presto, di giorno, e cioè gli ufficiali, e quelli che arrivano di notte e cioè i privatoni, si leggono i terreni e le speciali in modo totalmente diverso. I piloti moto, come Pedrero, Coma e i  primissimi raccontavano della prima parte della prova speciale, sinuosa e sabbiosa in maniera sognante. “Sembrava di essere su una pista di cross – rideva Jordi Arcarons, tornato a correre in questa Dakar – con curve paraboliche,  sabbia, e tutte le curve da fare in appoggio”. Super divertente per loro, un po’ più faticoso per i piloti privati. Non parliamo poi delle auto. La pista da cross si è presentata in tutta la sua bellezza alle auto, con sabbia molle e gli insabbiamenti sono iniziati subito. Una vettura di qua, una di là. Quando arrivano le Panda dopo neanche 5 chilometri c’è un’ecatombe. Sono insabbiati in tanti ma girando e zigzagando i nostri eroi della Fiat si tirano fuori, non senza fatica, fino a che Loris Calubini finisce in una buca di sabbia mollissima. “Eravamo sotto fino a tutta l’altezza delle ruote, ma non siamo neanche scesi dalla macchina”. Il pubblico accorre in loro soccorso e tira di là, spingi di qua, la Panda riesce dalla sabbia e conclude i 60 chilometri di incubo insieme a quella di Elio Moro, poi proseguono fra alti e bassi, più o meno veloci, nelle carregge delle vetture più larghe, ma per fortuna non in quelle dei camion che ieri non facevano la seconda parte dela speciale. Quando arrivano al bivacco sono contentissimi, e ti credo. Prima, parlando con altri piloti in Toyota e Nissan avevo detto che stavo aspettando l’arrivo delle Panda e loro increduli mi avevano detto “Le Panda? Vuoi dire che sono riuscite a passare in quell’inferno di stamattina?” e io…”Certo !” e a quel punto i complimenti di tutti, e come si dice in francese la frase ripetuta da tutti è stata “Chapeau!” che vuol dire…Tanto di cappello !

Ovviamente dieci minuti prima delle Panda era arrivato anche Giacomo Vismara e tutti e due ci prendiamo ridendo a male parole chiedendoci “ma dove sei stato/a in questi giorni”. E’ seduto sulla branda chiacchierando, un po’ stanco ma anche lui sorridente. Il giorno prima ha avuto problemi al cambio del suo Unimog per la rottura di una ventola che purtroppo non figurava fra i ricambi caricati sul camion T5 assistenza. però chiedi un po’ qui e un po’ là ecco saltare fuori la ventola del Daily della Iveco del team Tecnosport che è quasi identica. Basta una saldaturina e un arrangiamento e il lavoro è fatto. Giacomo riparte e il camion tiene bene e tutti e tre ora sono al bivacco di Jujuy. Ora dedichiamoci al Cile.

Tanto di cappello alle Panda !ultima modifica: 2011-01-05T19:45:00+01:00da elicara
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