Pandakar: i nostri eroi

Un po’ di spazio va senza dubbio dedicato alla Pandakar che quest’anno ritorna alla Dakar, in Argentina! In realtà più che di ritorno potremmo quasi parlare di debutto visto che l’attuale Pandakar non ha praticamente  quasi nulla a che fare con quelle due che nel 2007 non riuscirono ad andare oltre al Marocco nell’ultima edizione africana della Dakar.

Le vetture sono state completamente rifatte, con una passione certosina, quella di Loris Calubini che spronato da Giulio e Giacomo Verzelletti, i titolari del team Orobica Raid che si sono gettai di peso in questo progetto, ha dedicato tantissimo tempo e pazienza alle sue due creature. Le due “Pandine”- affettuosamente dette – sono state ricostruite in parte per quanto riguarda la meccanica e sono moltissimi i dettagli che sono stati testati, cambiati, testati di nuovo e cambiati di nuovo. Citando un mio articolo apparso su La mia 4×4 posso riassumervi così i tanti lavori:

Differenziali, cambio e frizione erano le parti deboli della vettura in gara ed è su queste che Calubini si è concentrato fin da subito, sviluppando via via una vettura totalmente rinnovata, e – ad oggi – performante visti i risultati conseguiti alla Baja spagnola di Saragozza e a quella d’Ungheria. Una delle prime cose che è stata sostituita sulla vettura è stato il cambio di serie, modificato con un cambio M32 a sei rapporti, più la retromarcia, in grado di sopportare 32 Kgm di coppia. Ovvio che anche la leva del cambio, all’interno dell’abitacolo, sia stata sostituita, e ora comanda cavi flessibili per l’inserimento dei rapporti. I semiassi anteriori sono stati rinforzati e quindi hanno giunti più grossi e diametri maggiorati, garantendo così una maggiore affidabilità. Anche i differenziali sono stati ricostruiti in toto. L’anteriore è stato totalmente ricostruito dal pieno, in acciaio speciale per reggere il carico; il posteriore è stato costruito con un autobloccante progressivo 30/100 per cento per permettere alla vettura di continuare a correre anche nel caso di un semiasse posteriore rotto.

9W7I8249.jpgIl giunto viscoso, di serie sulla Panda, è stato eliminato e sostituito con un giunto fisso e un parastrappi per permettere al mezzo di avere il massimo della trazione. I bracci delle sospensioni inferiori sono stati ricostruiti e sono stati modificati i gommini con un materiale ad alta resistenza, mentre la tiranteria dello sterzo è stata rifatta con diametri più grossi sostituendo le tradizionali testine con gli unibol. Gli ammortizzatori anteriori sono di tipo Mc Pherson mentre il posteriore è coassiale con molle a passo fisso e una molla più piccola che viene montata sotto la molla primaria per assorbire le piccole escursioni della ruota. Gli ammortizzatori ovviamente, sono regolabili in compressione, ed estensione, sia in bassa che in alta velocità. La frizione è stata sostituita con un kit da competizione della AP, con disco in rame e comando idraulico che ha portato al cambiamento anche della pedaliera, visto che quella di serie è a cavo. L’albero di trasmissione è stato sistemato e accorciato con relativa protezione centrale per salvare e difendere iIMG_3203.JPG cuscinetti centrali di supporto. Nella coppia conica posteriore è stato cambiato sia il rapporto – per adeguarlo al cambio – sia la dimensione per renderla più resistente. Il transfer centrale- Getrag – è stato adattato con staffe in alluminio ricavate dal pieno per l’accoppiamento con il nuovo cambio”.

Alla luce di tutto questo salta dunque, all’occhio che la Pandakar che correrà alla Dakar 2011, per la prima volta in terra sudamericana non ha nulla a che fare con le versione precendente.

Alle loro spalle, guardia del corpo personale, le due vetture italiane hanno niente meno che l’Unimog di Giacomo Vismara, 26 Dakar all’attivo, praticamente il meglio che si potesse sperare: è iscritto in T4 e le seguirà passo passo, giorno dopo giorno.

A bordo delle Panda ci saranno Elio Moro, pilota sulla prima e Giulio Verzelletti stesso insieme a Loris Calubini sulla seconda. Una banda di appassionati che crede in questo folle progetto e che ha investito tantissimo per lo sviluppo e la messa a punto dei piccoli mezzi. Non vinceranno, certo, però si faranno notare di sicuro, specie in Sud America dove il pubblico è fortemente appassionato e ama le pazzie!

 Altri piccoli particolari da svelare: il motore è un 1300 cc turbodiesel Miltijet, con corpo motore originale, ed elettronica rifatta; volano alleggerito, impianto aspirazione rifatto con doppio filtro aria Race; flangia sul collettore di aspirazione.

A questo punto, come non tenere per loro?

Pandakar: i nostri eroiultima modifica: 2010-11-28T14:31:00+01:00da elicara
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3 pensieri su “Pandakar: i nostri eroi

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