Il rientro a casa

Pioggia a parte è bello rientrare a casa ! Con quei viaggi lunghi che a Dakar cominciano sempre di notte e finiscono in qualche città di Europa in attesa delle coincidenza con l’Italia. Dopo il caldo “miserrimo” del Senegal ci accoglie una temperatura mite in Italia proprio grazie alla pioggia che scende impietosa da un paio di giorni, almeno così mi hanno raccontato.

Gli ultimi giorni come sempre sono stati un trascinarsi di eventi, con l’arrivo sul Lago Rosa, l’emozione, la preparazione dei mezzi che sono già in viaggio imbarcati e spediti la sera stessa di domenica in direzione di Anversa. Con l’ultimo bivacco di Koba, in pieno Senegal anche se a soli 170 chilometri dal Lago Rosa, indimenticabile. Koba è un villaggio, nel vero senso della parola, e quando arriviamo al bivacco la prima DSCN5108.JPGimpressione è di trovarsi immersi e dispersi sul set del film “La mia Africa” e quando lo dico al titolare, Olivier, un francese che si è stabilito con sua moglie senegalese in questo posto meraviglioso, ne è davvero contento.

Il villaggio è composto da una serie di capanne in mezzo al verde più totale, con mucche, asini e capre sparse ovunque e fino a che non arrivano i mezzi da gara il silenzio è totale. La pace che si vive e si respira qui in mezzo è meravigliosa, ma Olivier è un motociclista, così come il suo giovanissimo figlio – che quest’anno ha corso al rally di Tunisia – e nel sangu eha la benzina dei mezzi che insegue già sulla speciale che passa intorno al suo villaggio. Koba è il nostro ultimo bivacco per questoDSCN5105.JPG ce lo godiamo fino in fondo, con la fantastica cena preparata da Fatou – la moglie di Olivier -fra docce calde e toilette all’aperto perfettamente igienizzate. Scopro proprio sulla strada per arrivare a Koba che la Aso ha messo in pratica il suo progetto umanitario proprio da queste parti e lo scopro DSCN5104.JPGgrazie a questo cartello che troviamo in un villaggio, prima di affrontare la pista in laterite di 12 chilometri che ci porterà da Olivier.

Mentre gli altri si godono l’ultimo bivacco noi ci avviamo in piena notte, come sempre, verso il Lago Rosa, dove inevitabilmente ci perdiamo sulle piste parallele che di giorno conosciamo benissimo ma di notte ci stravolgono un po’ anche perchè ci sono pozze d’acqua (anche qui!) sulla pista che non ci aspettavamo. Quando arriviamo da Chez Salim è l’una e mezza di notte e fa un caldo appiccicoso, umido e asfissiante. Solo alla mattina, alle 8, quando cominciamo a montare podio, arrivo e parco chiuso ci accorgiamo che il nostro camion nel corso della notte ha avuto un incontro molto ravvicinato con un piccolo Batman, per il quale DSCN5120.JPGora non c’è più niente da fare. Il caldo è tale che fatichi a pensare. Dopo dieci minuti di lavoro sembriano tutti appena usciti dalla doccia e le magliette che portiamo sono già da buttare via. Gli altri nel frattempo stanno arrivando in trasferimento da Koba e ci dicono che sulla strada stanno cadendo alcune gocce di pioggia: incredibile!. Il primo concorrente si presenta sul traguardo dell’ultima cortissima ma tostissima speciale alle 11,30 e la festa esplode fino a culminare nella premiazione, ai bordi della piscina di Chez Salim, con l’accompagnamento dei tamburi senegalesi e nel rilassamento più totale. Visto che si svolge in piscina i piloti si sentono autorizzati a ritirare il loro premio – e placca ricordo – in costume, a piedi nudi, e l’atmosfera è per questo fuori dagli standard eleganti delle altreDSCN5123.JPG gare. E a noi, tutto sommato, “ci piace così” !

Il rientro a casaultima modifica: 2010-11-01T19:47:35+01:00da elicara
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