le ultime notizie, fresche fresche

Giovanni Uliana non è ancora rientrato a casa. L’ho scoperto solo oggi perché essendo lui senza telefono ed essendo noi senza linea, fino ad oggi, le comunicazioni erano un tantino complicate. Poi finalmente oggi ho sentito sua figlia Giulia che mi ha detto che Giovanni è ancora in ospedale e che forse lo fanno uscire domani. Speriamo bene perché in effetti penso abbia voglia di tornare a casa, o magari, chissà, farci una sorpresa e venirci a prendere a Dakar . Sì perché noi continuiamo, senza fermarci un attimo,  a scendere e domani entreremo in Senegal dopo tre giorni di Mauritania e di caldo asfissiante. Oggi abbiamo toccato i 42 gradi e i 37 all’ombra e siamo tutti di un bel colorino rosso marrone (per il sole, la polvere e la sabbia) che fa invidia.

Le avventure continuano, in mezzo ad una terra che non conosce la pioggia, ma che nell’ultima settimana l’ha conosciuta molto da vicino. La situazione è drammatica. Ci sono interi villaggi sott’acqua e ieri ne abbiamo attraversato uno dove il distributore era sott’acqua e due macchine galleggiavano beatamente. Il risultato è un deserto verde, come il bivacco dove ci troviamo questa sera, a 180 chilometri da Nouakchott, dove andremo domani, scendendo verso la frontiera senegalese di Djama. Alcuni, perché altri e cioè chi non ha un mezzo a 4 ruote motrici, e quindi tutti i vari furgoni e camioncini, andremo verso Rosso, e attraverseremo il fiume che separa Mauritania e Senegal con il famoso bac.

Ieri la speciale, ed anche oggi, ha assistito a diversi tuffi nell’acqua, e per dirla tutta anche una delle nostre vetture è finita in una sabbia infernale, bagnata e difficilissima. Da tre ore sta cercando di tirarsi fuori e non è facile. Ieri una Jeep come quella che uso io è finita in una pozza (in realtà più che pozze sembrano veri e propri laghi) e ci sono volute 5 cinghie di traino e due auto per tirarla fuori.

E Zago? Anche lui ha fatto un tuffetto e infatti quando è arrivato al bivacco aveva una moto inguardabile tanto era il fango sulla carena. E vabbè, almeno si è rinfrescato un po’ visto che le temperature sono da infarto, o quanto meno da colpo di sole.

Però ci divertiamo, pur faticando, e gli spetteguless corrono. Per esempio…c’è un equipaggio che in questi giorni ha fatto una corsa a sé. La cartografia all’interno del GPS è vietata ma questi signori la nascondono bene e hanno seguito traiettorie che gli altri non hanno mai fatto, perché sarebbero incappati in penalità…Però, oggi i furbetti, l’hanno pagata. La loro cartografia indicava una strada più corta da seguire e loro l’hanno presa. Peccato che la cartografia non ti dica che in mezzo a dove devi passare c’è uno oued (fiume in secca) e che nell’ultima settimana la tanta pioggia lo ha trasformato in un fiume. Così, belli come il sole, oggi ci sono cascati dentro…e al momento e qui sono le 18 e 30 devono ancora arrivare al bivacco. Speriamo sappiano nuotare!

Mancano due speciali dunque alla fine e tutti si preparano all’arrivo sul lago Rosa, che avverrà sabato. Intanto ci aspetta la bella e caotica Saint Louis e Koba, da dove la Dakar non passa da oltre un decennio.

Fra un thè alla menta e l’altro andiamo avanti. Oggi ho pagato cara una mia spiritosaggine! Sono arrivata al bivacco e i ragazzi mauritani che conosco da anni e che ci aiutano nel lavoro sono venuti subito a salutarmi e a farmi la festa (non ci vedevamo da un giorno !). Così dopo i convenevoli mi sono messa al lavoro e dopo circa 20 minuti per scherzare sono andata da loro – che stavano pelando cipolle – e gli ho detto. “Ma è mai possibile che io sia qui da 20 minuti e che non abbia ancora avuto il thè di benvenuto?” Non l’avessi mai detto ! Da allora ad adesso mi preparano il thè ogni mezz’ora…ne avrò bevuti almeno 25, nei loro bicchierini di vetro minuscoli. J    

le ultime notizie, fresche frescheultima modifica: 2010-10-27T23:35:23+02:00da elicara
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