Parliamo ancora di ieri…

Mi ci è voluto un po’ ieri per recuperare tutte le notizie relative alle 2 ruote e ci sono riuscita dopo tanti tentativi solo alla sera e quindi eccomi qui a raccontare un po’ di cose. Innanzitutto le disavventure del povero Gerard Farres che dopo essersi vinto la speciale dell’altro ieri ed essendo quindi partito per primo ieri mattina in prova, ha tirato un volo di quelli epici. A circa 150 km dalla fine della ps stava correndo con il gruppetto dei primi, un po’ più arretrato quando nella polvere non ha visto uno scalino ed è volato via, letteralmente decollato. La frattura del setto nasale fa pensare che sia atterrato di faccia, ma ha anche una forte contusione con ematoma al fianco e una spalla malmessa, con sospetta frattura e forse interessamento dei legamenti. Il fatto è che il pilota spagnolo dell’Aprilia si è preso paura e ieri, soccorso prontamente e portato all’ospedale del Cairo, diceva che questa era la sua ultima gara, che non voleva continuare più.

Nel frattempo Marc Coma, che ieri festeggiava il suo compleanno, ieri si è vinto la speciale riducendo il suo distacco da Chaleco e portandosi in seconda posizione assoluta della classifica.

Ma l’altro protagonista della giornata di ieri è stato Sebastiano Merlino, di Mestre che ha trascorso la sua prima notte in speciale. Nella tappa con le due prove speciali Sebastiano ha rotto la frizione della sua moto e non è riuscito a proseguire. “Pensare che mancavano solo tre chilometri e 850 metri alla fine della prima speciale”. Così ha chiamato il PC Course e ha chiesto che cosa doveva fare. Gli è stato risposto che avesse pazienza, erano circa le 10 di mattina, e che un camion balai, addetto al recupero dei piloti rimasti fermi in speciale in panne, sarebbe passato a prenderlo entro qualche ora. Così ha aspettato, aspettato e aspettato…fino a che sono arrivate le 6 di sera e lì non si è visto nessuno! Alle diciotto qui è già buio e le sensazioni sono diverse da quelle che si provano a casa perchè non solo sei in mezzo al deserto, da solo e nel buio più totale, ma ti vengono tutte le paranoie più incredibili.

Insomma, per farla breve, Sebastiano ha dormito lì, contando il passare dei secondi e dei minuti. “Alle 18 – racconta ancora – era già buio, allora mi sono sistemato per terra, vicino alla moto ad attendere il camion e dopo un tempo che mi sembrava di tre ore ho guardato l’orologio, erano le 18 e sei minuti!” E poi è andato avanti così fino a che alle 4 di mattina ha riavviato la moto e senza frizione, piano piano, ha raggiunto la fine speciale. Il suo modo di raccontare la cosa è pittoresco: “Faccio questi tre chilometri e incrocio l’asfalto e nelle tante ore passate da solo mi immaginavo che tutti mi aspettassero sull’asfalto, che ci fossero luci, DSCN4894.JPGsirene, gente che aspettava e che mi avrebbe applaudito perchè ero arrivato fino a là. Sai nel delirio della notte pensi davvero di tutto…e invece non c’era nessuno. Lo stesso deserto che avevo appena lasciato”. Sebastiano sta bene, anche se un po’ arrabbiato – giustamente – non si è fatto male come qualcuno aveva detto e ora cerca ci rientrare a casa e bighellona qui e là tenendosi occupato come può. Stamattina ha caricato la sua moto su un camion che l’ha portata ad El Alamein e lui continua con la carovana del rally.

Parliamo ancora di ieri…ultima modifica: 2010-10-08T13:36:00+02:00da elicara
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