La prima tappa ci porta a Douz

Il caldo vero si fa sentire. Ci sono 35 gradi a Douz quando la prima moto raggiunge il bivacco. Sono passate le due di pomeriggio da pochi minuti ed è Jakub Pri, il polacco dal cognome impronunciabile. E’ lui il primo quindi che racconta com’era la speciale. “Molto difficile per la navigazione – dice Kuba – c’erano strade ovunque e note molto corte, a volte anche di pochi metri. Avevo la sensazione di essere in Sardegna, solo che correvo con una moto con i serbatoi grandi e quindi molto pesante. E’ stata una prima tappa dura, e a chi diceva che era veloce in alcuni punti rispondo che forse, di veloce, avrà avuto sì e no, sette chilometri. Incredibile !”

Dopo di lui arrivano man mano tutti gli altri. Helder Rodgriguez racconta “Una speciale difficile, specie per noi che partivamo dietro – le 450 partivano dietro le maggiori cilindrate e quindi si parla di almeno dieci moto – abbiamo mangiato un sacco di polvere ed era facile sbagliare la strada. Io mi sono perso, intorno al chilometro 35, ma poi mi sono trovato con gli altri”. Per altri intende Chaleco che con la sua Aprilia ha faticato anche lui non poco partendo dalle retrovie: “Ma la cosa più assurda è stata la tanta gente in speciale. Nei primi chilometri c’era dentro di tutto, persone, pecore, macchine, era davvero pericoloso perchè noi eravamo partiti forte per recuperare e primi e ogni tanto ti trovavi qualcuno davanti. Per fortuna da domani si cambia e ci sono le dune e il deserto”.

Della pericolosità della speciale parla anche Andreas Schultz il “naviga” di Leonid Novitskyi, su Bmw. Siamo partiti forte e nei primi cinquanta chilometri ho pensato seriamente di fermare la gara. Era pericolosissimo, con un sacco di persone sul percorso, e le pecore, ovunque ! Una follia. Dentro di me dicevo, ora mi fermo e fermo tutti gli altri, è troppo pericoloso. E’ vero che erano passate le moto prima, e che la gente doveva aver capito che c’era una gara, ma noi siamo arrivati mezz’ora dopo e qui a nessuno interessa se c’è una gara in corso. Così abbiamo dovuto schivare persone, evitare il traffico, girare intorno alle pecore al pascolo…insomma è stata dura”. E poi le tante strade diverse: “Il road book è fatto abbastanza bene ma è facile sbagliare perchè hai note molto ravvicinate e poco tempo per pensare. Dallo stesso punto partono 3, 4 o addirittura 5 stradine e tu devi scegliere in pochissimo tempo quale prendere…Non è uno scherzo. Ad un certo punto ci siamo sbagliati, su una nota non chiara, e gli altri ci hanno raggiunto. Hanno visto la nostra polvere e ne hanno approfittato. Siamo usciti per primi dalla speciale, ma non l’abbiamo vinta. Ma non importa, noi siamo qui per la Coppa del Mondo ed è la sola cosa che ci interessa, portare a casa il maggior numero possibile di punti”.

A questo punto attendiamo le classifiche che ancora non sono state rese note, un punto raccolta tempi era all’uscita della speciale, a 160 km da qui e quindi ci sarà da attendere ancora qualche minuto per vedere le posizioni in classifica.

La prima tappa ci porta a Douzultima modifica: 2010-05-02T16:39:00+02:00da elicara
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