14 e 18, sono i numeri in classifica

La cosa che più mi spiace è di non avere le loro foto al traguardo, ma la mia macchina fotografica ha pensato bene di finire le batterie a metà degli arrivi. Il tempo di ricaricarla e loro erano già partiti. Rendevano bene l’idea della fatica ma anche della felicità.

Alex Zanotti era nero che più nero non si poteva. Ha mangiato un sacco di polvere oggi ma è felice, tantissimo. “Era cominciata così male, dice, e poi è continuata ancora peggio, ma ora sono qui”. La spalla per fortuna gli fa meno male oggi ma è solo un caso: “No, la speciale era veloce e piatta, non ho dovuto faticare troppo e quindi non mi fa tanto male adesso. Ho fatto due lunghi, nella polvere, ma per fortuna non è successo niente”. E’ contento e pensa alla bandiera della sua Repubblica di San Marino. “L’avrei voluta qui per indossarla, mi hanno detto che me l’hanno spedita a Buenos Aires, chissà se la trovo in albergo, così magari domani sul podio la posso mettere”. Sorride tantissimo e si rende conto dello stato della sua faccia solo quando lo intervistano e si specchia nell’obiettivo.

Paolo Ceci è poco più in là con i genitori: parla poco, è emozionato, e forse non riesce ad esprimere a parole tutto quello che sente dentro. Lo esprime però il suo sorriso, enorme e luminoso. “La Dakar è la Dakar, dice. Tutte le altre gare sembrano le gare della parrocchia paragonate a questa. Non pensavo mai che al primo colpo avremmo vinto anche la classe”. E poi si guarda in giro, secondo me deve ancora capire bene di che cosa si tratta.

Tutti e due hanno finito la Dakar, una delle più dure degli ultimi anni, e lo hanno fatto con una moto italiana. A qualcuno magari sembrerà poco, ma a me sembra invece una gran bella soddisfazione.

  

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14 e 18, sono i numeri in classificaultima modifica: 2010-01-16T21:48:00+01:00da elicara
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