Non dimentichiamoci di Camelia

 

Oggi ho scambiato due chiacchiere con Camelia Liparoti, che corre in quad qui alla Dakar 2010. Povera, è indietro in classifica ma non si abbatte. “L’importante – ripete – è arrivare in fondo, a Buenos Aires perchè devo rifarmi dello scorso anno, ho dei conti in sospeso”.

Ieri ha avuto una giornataccia e me la racconta, sotto il mio sguardo di totale disapprovazione…Ieri mattina, alla partenza da La Serena faceva un gran freddo e così si è messa un giubbotto impermeabile trasparente per stare più calda. Però il suo Iritrack non funzionava, per il terzo giorno, e così i tecnici hanno deciso di cambiarglielo ma ci hanno messo molto più del previsto. Risultato, è arrivata tardi alla partenza della speciale e non si è tolta il giubbotto. E’ partita vestita e coperta che di più non si poteva: “Lo so – ripete – ho fatto una sciocchezza, perchè sono di coccio, fattosta che ad un certo punto ha cominciato a fare caldo, ma tanto caldo e io con il giubbotto ho sudato tantissimo. Alla fine mi sono totalmente disidratata”. Ma il cervello ai piloti gioca brutti scherzi e, ovviamente, non si è mica fermata per toglierlo: “Mi dicevo, vabbè sono solo 200 chilometri, che ci vuole, ora arrivo e me lo tolgo”. E invece ha rischiato la vita. Oggi non si ricorda più nulla della speciale di ieri, assolutamente nulla. Totale black out e non sa neanche come ha fatto ad arrivare in fondo. “Al traguardo mi sono fermata e mi sono detta, ora bevo un po’ d’acqua e mi sento meglio, e invece no. Avevo nausea, mi veniva da dar di stomaco e quando mi fermavo in una stazione di servizio, sul trasferimento, per andare in bagno, in realtà non mi usciva nulla”.. Riprende la strada ma sembra ubriaca, la linea di mezzaria bianca si sposta, o almeno così le sembra. Va verso destra, poi piega a sinistra. Come ubriaca si ferma almeno quindici volte per strada e chiede da bere alla gente del pubblico con cui parla e scambia qualche impressione. Arriva al bivacco totalmente senza forze, riesce a raggiungere la tenda medica e questi le fanno, in sequenza, due flebo !

DSCN7771.JPG“Ma oggi stavo molto meglio – racconta ora al bivacco – mentre indossa un paio di ciabatte tre volte più grandi dei suoi piedi perchè le sue borse non sono ancora arrivate. – Mi sentivo così bene che ho sorpassato un sacco di altri quad e di altre moto. E poi la speciale mi è piaciuta tantissimo, sembrava di essere in Africa, dentro e fuori dagli oued, sabbia, pista, bellissima. Ma a me è piaciuta anche la tappa di Fiambala quella che ha decretato almeno 30 ritiri. A me piacciono quelle speciali” sorride con quel suo musino che si increspa quando si parla dei fratelli Patronelli. “Che vuoi che ti dica, abbiamo deciso di lasciare perdere anche il reclamo contro di loro, tanto qui comandano loro, sono in Argentina e non li puoi toccare”. Parliamo dei tre camper di assistenza selvaggia, che li seguono ovunque “ma mica hanno solo quelli – mi dice lei.- In speciale ci sono almeno sei pick up dislocati qua e là che li seguono. L’altro giorno ho trovato il più giovane fermo ad un CP con il radiatore rotto. Ovviamente era fuori gara, non poteva far nulla..e invece la sera me lo ritrovo al bivacco. Gli chiedo ma come ha fatto e lui mi racconta che ha fatto 400 chilometri senza radiatore sul suo quad Yamaha. Ma per chi mi ha preso, per una deficente”.DSCN7741.JPG

Agguerrita e mai triste, Camelia va avanti nella sua corsa. Ora in classifica è tredicesima, cioè penultima: “Per colpa dei due giorni in cui sono arrivata tardi a fine speciale e ho pagato la penalità forfettaria”. Dal primo ha un distacco di 31 ore, di cui almeno una ventina legate alla penalità forfettaria “Ma io non mollo – ride – non fa parte del mio carattere mollare”. Brava, Camelia !

Non dimentichiamoci di Cameliaultima modifica: 2010-01-14T01:30:12+01:00da elicara
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