Dai Luca, siamo tutti con te !

Se era difficile l’altra sera, per un incidente con una sconosciuta, figuriamoci come può esserlo stasera, quando si parla di una persona che conosci tanto bene e che fino a ieri sera era insieme a te.

DSCN7460.JPGLuca Manca ha avuto un gran brutto incidente oggi, al decimo chilometro della speciale che da Antofagasta andava ad Iquique. Un incidente di cui non si conosce la dinamica, perchè lui era solo in quel momento in pista, ma sul quale si fanno – come sempre – mille supposizioni.

Innanzittutto la semplice cronaca, come la racconta Federico Ghitti che lo ha visto stamattina, prima della partenza. Aveva ancora la febbre e il raffreddore, tanto che ha chiesto a Fede di prendergli dei tovagliolini di carta per potersi soffiare il naso che non smetteva più di colare. Aveva gli occhi lucidi ed era in uno stato febbricitante. Se poi abbia preso delle medicine questo non si sa.

Si sa solo che è partito velocissimo perchè questo pomeriggio sono stata nel PC course a guardare la sua traccia e a seguire secondo per secondo quanto era successo, cercando di ricostruire quanto accaduto. Era partito indietro, oltre la trentesima posizione e aveva detto ad Alex Zanotti che doveva recuperare posizioni per non viaggiare nella polvere. Alex gli aveva risposto che ormai da giorni lui viaggiava nella polvere e non si poteva fare altrimenti. “Basta stare fuori dalla scia dell’altro” gli aveva detto Luca e Alex aveva replicato con un semplice “Tu sei matto, non puoi stare fuori dalla pista, non sai cosa trovi”.

Ad ogni modo al pronti via, Luca fa tre note, e fra le seconda e la terza, più o meno intorno al terzo o quarto chilometro della speciale, vola per terra. Lo sappimao perchè l’Iritrack quando cadi da un segnale di allarme, diverso da quello che si accende se sei semplicemente fermo. Ma non è una semplice caduta: quando si ritrova per terra stava andando a 148 km/h, lo testimonia il GPS. “Accidenti – mi dice Tiziano Siviero, che ha disegnato il road book – in quel punto lì, è una velocità folle”. Poi risale in sella, non si sa in che stato, e riparte. Non fa neanche cinque chilometri, 4 note ancora ed è di nuovo in terra. Ma questa volta in una nota segnalata benissimo. C’è disegnato un buco profondo, e poi un taglio nel terreno e ci sono 2 punti esclamativi. Secondo un pensiero unanime lui quella nota non l’ha neanche vista perchè c’è arrivato pieno, senza neanche frenare. Vola per terra e il suo incidente è una chiara fotocopia di quello di Cristobal Guerrero nel 2009, a Copiapo. Lo dicono anche i medici che lo soccorrono due minuti dopo e che lo caricano in elicottero.

Lo rianimano tre volte, ma quando arriva in ospedale è vivo. Ha fratture multiple al viso, ma soprattutto ha un ematoma frontale che è la cosa che più angoscia i medici perchè spinge, e blocca le funzioni vitali. Lo stabilizzano e da lì comincia la nostra agonia.

Perchè al bivacco della Dakar è così…tu non sai che fare, gli altri non sanno che fare, ci si unisce in un silenzio unanime e i piloti che arrivano al traguardo vengono informati subito dell’accaduto. Helder Rodrigues mi cerca, gli dico quel poco che so e abbiamo tutti e due gli occhi lucidi. E poi è un susseguirsi di telefonate, di richieste, di persone che vogliono sapere. I piloti auto neanche sanno quello che è successo, quando lo dico a Carlos Sainz alle 19,30 mi chiede di che cosa sto parlando, tanto i due mondi sono separati, ma Stephane Henrard invece – oggi pilota auto – mi chiede subito se ci sono novità.

I minuti, le ore, scorrono così. Luca è all’ospedale del Cobre a Calama, in attesa di essere trasportato a Santiago dove c’è un reparto rianimazione che riesce a monitorare ad alto livello i feriti gravi. Florance, la responsabile del servizio medico mi dice di stare tranquilla, che non possiamo fare nulla e che ora, l’unico che può fare qualcosa – in questo momento- è lui.

Dai Luca, siamo tutti con te !ultima modifica: 2010-01-08T01:29:00+01:00da elicara
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