L’atmosfera di Buenos Aires

Prima di parlare della gara parliamo di Buenos Aires e dell’aria che si respira in questa città meravigliosa. A parte il caldo, intorno ai 24 gradi già alle 9 di mattina, quest’anno si vive in una situazione di festa totalmente diversa rispetto al dicembre scorso.

Il traffico è nel caos più assoluto e aggiungendo il fatto che stanno già chiudendo una parte della città per il passaggio della gara che sarà solo domani, si capisce come questo non aiuti di certo la circolazione stradale. Si prevedono oltre 700 mila persone al via della Dakar, domani, sulle strade del centro, con podio nella sempre centrale Avenida 9 de Julio, e molte sono già cominciate ad arrivare a Buenos Aires. Il parco della Rural è stracolmo e ben allestito, altro che lo scorso anno. La Volkswagen ha sistemato un’area prove per far vedere e provare direttamente al pubblico la nuova Amarock che sarà poi il mezzo con cui anche io affronterò la gara, sulla strada dell’assistenza. E poi ci sono motorhome, padiglioni, stand, di tutto e di più sul grande parco dove ieri veramente si è registrato il pienone.

Intanto le verifiche vanno avanti, ieri è toccato alla maggior parte dei nostri piloti in moto, mentre oggi sarà la volta del team Nissan Tecnosport, dell’Aprilia e anche della Volkswagen.

Intanto a proposito di traffico prendere un taxi qui a Buenos è sempre una piacevole avventura. Il mio primo ieri è stato su una vecchia macchina americana, scarburata e con la marmitta aperta con un tassista fantastico. Un vero personaggio. Ha sbuffato per il traffico per tutto il tempo e ha tentato di sfrecciare ovunque alla velocità della luce, superando in tutte le direzioni e guidando davvero come un teppista, ma sempre con il sorriso. Ha tentato di aggirare le code e le strade bloccate dal traffico, tentando ogni tipo di via e alla fine quando siamo arrivati a destinazione grazie ad una sua intuizione geniale ha cominciato a baciarsi da solo – sulla punta delle dita e poi distribuendosi i baci – insomma un vero personaggio. Al ritorno invece sono salita su una Fiat Idea – ho mancato una mitica Siena per un soffio – e il tassista era Mr Magoo. Andava pianissimo e sembrava avere una predilezione per le strade trafficate da cui non riusciva a districarsi…andava talmente piano che volevo strappargli il volante dalle mani e guidare io (la mia esperienza catanese qui varrebbe oro). Però appena ha capito che ero italiana mi ha messo su un cd di Fred Bongusto, la Vanoni, Fausto Leali, Josè Feliciano (che sarà!!) che è stato veramente una chicca.

Chissà oggi chi mi toccherà. A più tardi direttamente dalla Rural…

ah sì dimenticavo !! La città è invasa da fogli, foglietti, fogliettini, ogni tipo di carta…Ho chiesto cosa fosse successo e mi hanno detto che è per l’ultimo dell’anno. Si va in cima ad un edificio alto alto e si butta giù ogni tipo di carta, non più grande di un A5 però. “Ma come ? mi ha detto il tassista pazzo, voi in Italia non lo fate?”. Ci ho pensato un po’ e poi ho risposto…”In effetti no, da noi alla fine dell’anno al limite si buttano giù i mobili vecchi dalle finestre! “

L’atmosfera di Buenos Airesultima modifica: 2009-12-31T11:24:25+01:00da elicara
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